Dopo il «pacco» sicurezza la Moratti chiede aiuto al presidente Napolitano

Il sindaco boccia i 5 disegni di legge approvati ieri dal governo: «Tempi biblici per risolvere l’emergenza, non è questione di schieramenti»

(...) per l’accattonaggio. Ma chissà quanto bisognerà attendere perché diventino legge. Il governo ha rotto il patto con i sindaci e «non ha affrontato seriamente questioni decisive come i problemi legati a droga, prostituzione, alla violenza sessuale, truffe agli anziani, maltrattamento dei minori». Scelte che sono frutto di «mediazioni politiche, ma il tema della sicurezza non è questione di schieramenti». Il governo è stato latitante anche nell’affrontare l’emergenza immigrazione. «Non è rinunciando alla moratoria sull’ingresso incontrollato degli immigrati o con atteggiamenti inutilmente buonisti e populisti - attacca la Moratti - che si costruiscono la convivenza e la sicurezza».
Solo il presidente della Provincia Filippo Penati difende il pacchetto sicurezza, «un passo importante con cui il governo riconosce la necessità di dare risposte a un bisogno fondamentale, in particolare laddove introduce maggiori tutele per i minori». Secondo il vicesindaco Riccardo De Corato invece «se il buongiorno si vede dal mattino, è un nuovo “pacco” che non andrà mai in porto. Non ci sarà nessuna sollecita approvazione in Parlamento, tanto più che ben tre ministri si sono astenuti». «La montagna ha partorito il topolino - conferma il capogruppo di An in Comune Carlo Fidanza -. Siamo di fronte a un pacchetto che, spalmato su cinque disegni di legge, non vedrà mai la luce. Il centrosinistra si dimostra ancora una volta incapace di rispondere al bisogno di sicurezza sentito dai cittadini». Del resto, ricorda, dopo cinque mesi «non sono ancora riusciti a firmare la nomina di prefetto di Milano a commissario per l’emergenza rom e vogliono farci credere di essere in grado di varare un pacchetto sicurezza osteggiato già in partenza da una parte consistente della maggioranza».
Il commissario cittadino di Forza Italia, Maurizio Lupi, tira almeno un sospiro di sollievo pensando che per il governo «la fine è imminente». Ormai, critica, «siamo arrivati ai saldi di fine stagione. Per l’ennesima volta un provvedimento si trasforma in merce di scambio per accontentare tutti i pezzi dell’Unione».
Vista l’aria che tira, il capogruppo milanese della Lega Nord, Matteo Salvini, annuncia che presto nascerà anche a Milano «un’organizzazione di autodifesa civica, sulla scorta di esperienze già attive in Veneto, che ricevono persino finanziamenti pubblici. Stiamo raccogliendo adesioni e preparando lo statuto, perché ormai è diffuso tra la gente il bisogno di potersi difendere». L’organizzazione, anticipa, potrebbe chiamarsi «Milano sicura» e vorrebbe raccogliere cittadini che, «muniti di pettorina distintiva, presidino le zone più critiche e sappiano intervenire in caso di necessità». L’organizzazione «non prevederà guerrieri della notte ma normali cittadini che siano in grado, con le buone o con le meno buone, di risolvere i problemi».