La pace Biasotti-Burlando fa arrabbiare i pacifisti

(...) delle quali è la condanna delle forme di violenza anche verbale». Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso anche Giorgio Guerello in sala Rossa a palazzo Tursi.
Passate poche ore da un clima di distensione generale il «bon ton» tra centrodestra e centrosinistra in Liguria sembra già pronto a saltare, schiacciato dalle dichiarazioni arrivate da Sinistra e Libertà per bocca di Simone Leoncini esponente del movimento alleato di Claudio Burlando. In una nota Leoncini attacca la pace elettorale sancita dai due contendenti: «Non siamo disponibili a tacere» sono le parole d’esordio del membro del coordinamento regionale.
«Noi da sempre rifiutiamo qualunque forma di violenza (fisica e verbale), rivolta contro chiunque - premette l’esponente di Sinistra e Libertà -. Ma questo non può in alcun modo indurci a tacere ed a partecipare ad un presunto clima di unità nazionale. Era ed è in gioco la democrazia». Fine della quiete per l’ala sinistra dell’alleanza burlandiana: Leoncini le canta anche al suo candidato, colpevole del gesto di fair play perché le regionali potrebbero anche essere le ultime elezioni a cui sarà chiamato il popolo italiano: «Il Governo Berlusconi ed il centrodestra esprimono una volontà autoritaria, tesa a delegittimare le istituzioni nel loro complesso ed a cancellare la Costituzione repubblicana. Maroni propone leggi liberticide contro il diritto di manifestare ed intende mettere la sordina ad internet (l’unico media che ancora non controllano)». L’altro problema è la possibile censura di alcuni gruppi nati su internet: videogame che invitano a colpire Berlusconi con la statuina del Duomo di Milano o della Torre di Pisa con la possibilità di farlo sanguinare o, ancora, i vari «Tartaglia uno di noi», «Tartaglia santo subito» sembrano per gli esponenti della sinistra burlandiana gli unici canali di espressione di libertà.
Messaggio chiaro: siamo vicini ad un nuovo regime. Leoncini che ritiene assurdo e orribile il gesto di Massimo Tartaglia dice «no all’umanismo». Non si faccia di Berlusconi una vittima, come ricordava qualche giorno fa Rosy Bindi. E se qui vincesse mai Biasotti? Secondo Sinistra e Libertà saremmo vicini alla deriva razzista: «Il candidato del centrodestra ha promesso di nominare vicepresidente un leghista - continua -. Cioè un esponente di un partito razzista, xenofobo e violento, che quotidianamente attacca i più deboli, i migranti e le istituzioni. Offendere i deboli è ancora più spregevole che offendere i potenti».