Un pacemaker senza fili ridà il ritmo al nostro cuore

Piccolissimo, senza elettrocateteri, viene impiantato direttamente nel cuore, tramite una procedura minimamente invasiva. Si presenta così l'ultimissimo modello di pacemaker cardiaco. Una vera e propria rivoluzione leadness (senza fili), nella terapia dell'elettrostimolazione del cuore: migliora la qualità di vita del paziente, grazie all'assenza di incisione o protuberanze a livello toracico e riduce il rischio di potenziali complicanze (infezioni o dislocazione degli elettrocateteri). La novità, prima e unica a livello mondiale, certificata CE, è il risultato della ricerca nel campo delle nanotecnologie di Nanostim Inc, società acquisita di recente da St Jude Medical, multinazionale impegnata nello sviluppo di dispositivi medici. Anche a livello nazionale, sono stati effettuati i primi impianti, con questo tipo di dispositivo. «Il Pacemaker leadless St. Jude Medical Nanostim è talmente piccolo che viene impiantato interamente all'interno del cuore, a differenza del pacemaker convenzionale, dieci volte più grande, che necessita invece di una tasca ricavata all'altezza della spalla e di un catetere in grado di portare l'impulso elettrico fino dentro al cuore», spiega Fiorenzo Gaita, dell'AO Città della Salute e della Scienza di Torino. «Questo è un cambiamento epocale nella storia dell'elettrostimolazione. Comporta una procedura con meno rischi di infezione per il paziente ed elimina i problemi legati all'usura e alla rottura degli elettrocateteri. Si prevede che il nuovo sistema, nei prossimi 4-5 anni, potrà sostituire il 30 per cento dei pacemaker tradizionali che stimolano il ventricolo di destra». Sono circa 700mila in Italia, i portatori di dispositivo impiantabile per il controllo del ritmo cardiaco, ben 60mila i nuovi impianti di pacemaker che ogni anno vengono effettuati nel Paese. Le prestazioni generali dell'innovativo sistema, sono comparabili a quelle dei pacemaker tradizionali. A rivelarlo sono i risultati preliminari emersi dalla sperimentazione Leadless: la durata media totale della procedura d'impianto è risultata pari a soli 28 minuti. Inoltre, nonostante il formato miniaturizzato, la batteria del dispositivo ha dimostrato una vita utile attesa di più di 9 anni, a una stimolazione del 100 per cento, o di più di 13 anni a una stimolazione del 50 per cento. Nanostim (la cui diffusione è prevista entro il 2014 in 20 Centri italiani, dislocati in tutto il territorio nazionale), incorpora sia la batteria che un elettrodo a rilascio steroide, in grado di erogare lo stimolo elettrico al cuore, appena rileva un ritmo non opportuno. Viene introdotto attraverso la vena femorale e posizionato direttamente nel ventricolo destro. «I primi pazienti italiani che hanno utilizzato questi nuovi pacemaker sono ritornati alle loro abituali attività con un sostanziale miglioramento della qualità della loro vite»,sottolinea Claudio Tondo, dell'IRCCS Centro Cardiologico Monzino di Milano.