Pachistano investito, dietro le sbarre il pirata

L’uomo aveva travolto Mohamood Asif il 25 giugno e si era poi dato alla fuga

Investito e trascinato per una ventina di metri da un pirata della strada. Dopo un mese di latitanza il suo assassino è stato arrestato. Un fattaccio che ha scosso Tor San Lorenzo. È la notte del 25 giugno: Mohamood Asif, cittadino pachistano di 31 anni, sta attraversando viale Marino, quando un’auto nera, probabilmente a causa dell’alta velocità, lo centra in pieno scaraventandolo oltre la carreggiata. Uno schianto terribile secondo alcuni testimoni che fanno appena in tempo a intravedere la sagoma di una macchina di grossa cilindrata compiere una manovra spericolata e allontanarsi in tutta fretta. Al volante un uomo di mezz’età. Quando l’ambulanza del 118 arriva sul posto per il poveretto non c’è più nulla da fare. A terra alcuni frammenti della vettura. Fra questi parte di una «mascherina» con il simbolo della Volvo. Scattano le ricerche in tutta la zona compresa fra Ardea e il litorale a sud di Nettuno. I carabinieri della stazione Marina di Tor San Lorenzo setacciano garage e carrozzerie, chiedono ai negozi specializzati in autoricambi. Fino a quando, il 27 giugno, arrivano a una Volvo V40, apparentemente abbandonata in una casa di via Colli Marini. La targa smontata e nascosta altrove. I numeri di telaio corrispondono a un mezzo di proprietà di un pregiudicato della provincia di Latina. I militari aspettano che l’uomo passi a riprenderla. Saverio L., 45 anni, sulle prime nega di essere lui l’automobilista fuggito dopo l’incidente. «La macchina l’ho venduta» tenta di giustificarsi. «Le perizie sull’auto stessa dimostrano il contrario - spiega il tenente Memoli, comandante del nucleo operativo della compagnia di Anzio -. I segni di un incidente sono compatibili. I testimoni, poi, lo riconoscono e a quel punto non gli resta che confessare. Ma, non essendoci flagranza di reato, non potevamo arrestarlo subito». L’indagine per omicidio colposo e omissione di soccorso viene affidata al sostituto procuratore del Tribunale di Velletri Giovanni Taglialatela che chiede al giudice un mandato di cattura. E al termine dell’interrogatorio di garanzia il gip Paola Astolfi firma l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.