Pacifico, un «minore» di classe

Un minore, sì, ma di grana fina questo Pacifico, passato ora sotto le bandiere d’una Caterina Caselli sempre in equilibrio tra l’esprit de finesse dell’artista che è stata e l’esprit de géométrie della manager che è diventata. Donde un buon album, con punte d’eccellenza - certe intro di stile impressionista, certi arrangiamenti molto narranti, a dispetto di qualche enfasi - e con l’utile intrusione di Fabrizio Gifuni, di Malika Ayane (vedi alla voce Sanremo '09) e d’una grande Nannini. Nulla d’audace nei temi ma, nello stile, un bel sentore - pur tra ridondanze barocche ed eccedenze non governate - d’eleganza e di verità, esaltato da un’accresciuta bravura d’interprete. I testi? Un intimismo vorace pare tagliar fuori il mondo, ma con eccezioni come l’inquietante Un ragazzo. E comunque emerge una volonterosa, talora stregante poeticità.