Pacs, Fassino insegue la Chiesa e perde i Ds

E Grillini lo contesta sui contenuti: in Europa ci sono norme molto più radicali di quelle ipotizzate da noi

Francesca Angeli

da Roma

«L’Unione non vuole sradicare la famiglia». A dirlo è Piero Fassino al quale ancora una volta tocca l’ingrato compito del mediatore all’interno della coalizione. Nel tentativo di recuperare i rapporti con l’ala cattolica dei teodem senza allo stesso tempo irritare troppo la sinistra radicale.
Un tentativo che appare disperato soprattutto dopo che su un centrosinistra già sgretolato è piombata la severa condanna del Vaticano che giudica inaccettabile e pericolosa la proposta di riconoscere i diritti delle coppie di fatto. L’intervento dell’Osservatore Romano è stato criticato da parte della sinistra come una indebita ingerenza. Il ministro della Salute, Livia Turco, sceglie parole durissime. «È inaccettabile che un intervento teso a eliminare discriminazioni meriti minacce e censure», dice la Turco. Una reazione molto diversa da quella del segretario della Quercia che, al contrario della Turco, si affretta a rassicurare la Chiesa e allo stesso tempo cerca di ricomporre l’alleanza dando un contentino all’ala laica e uno a quella cattolica. Oltretutto ancora una volta si registra una divergenza tra la dalemiana Turco e il segretario. Come già era accaduto quando la consorte di Fassino, Anna Serafini, aveva votato in Senato contro il decreto Turco che raddoppiava la quantità di cannabis destinata ad uso personale.
In Vaticano, dice Fassino, c’è «la preoccupazione che noi si voglia equiparare in toto qualsiasi forma di convivenza alla famiglia basata sul matrimonio» ma assicura il leader ds rivolto anche ai suoi alleati cattolici: «noi non abbiamo questo obiettivo». Dopo la rassicurazione per i teodem arriva subito dopo però il contentino per i fautori dei Pacs. Infatti Fassino dice: «Proponiamo di introdurre in Italia quello che in tanti Paesi europei è in vigore da molti anni». E allora di che si parla se non dei Pacs, i patti civili di solidarietà in vigore in Francia? In molti altri Paesi europei infatti è già ammesso proprio il matrimonio fra omosessuali, come ricorda il diessino Franco Grillini. «Si parla di Pacs e di unioni civili in Italia ma spesso ci si dimentica che nella maggioranza dei Paesi europei sono già in vigore da tempo legislazioni assai più radicali di quelle attualmente in discussione alla commissione Giustizia della Camera dei deputati», sottolinea Grillini. Insomma, se i Pacs sono troppo per la Chiesa e gli alleati cattolici della Margherita, dell’Italia dei Valori e dell’Udeur sono invece troppo poco per Grillini e la sinistra radicale.
Fassino poi tende la mano pure al ministro di Giustizia, Clemente Mastella. Proprio il leader dell’Udeur infatti ha più volte ribadito, in aperta polemica con il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini, che non deve essere il governo a presentare un ddl sul tema coppie di fatto. «Diciamo no a una preoccupante deriva anticlericale e ribadiamo che non ci sono le condizioni per un’iniziativa del governo sulle unioni di fatto - dice il Guardasigilli -. Serve piuttosto un’iniziativa parlamentare e in quella sede ci andremo a misurare».
E in effetti Fassino pare condividere questa prospettiva. «Come ha detto il presidente Napolitano la politica deve avere la capacità di creare le condizioni per discuterne e determinare soluzioni condivise - dice Fassino -. E intanto c’è il Parlamento, che non è la stessa cosa del governo. Prima di arrivare in Parlamento è chiaro che occorre una discussione nel centrosinistra, perché ci sono posizioni diverse, per giungere a una comune». Ma Fassino sa bene che il ministro Pollastrini e molti altri esponenti della Quercia (ad esempio il capogruppo dell’Ulivo al Senato Anna Finocchiaro) oltre a verdi, comunisti e rifondatori (col ministro della solidarietà sociale Paolo Ferrero in testa) danno per scontata la presentazione di un ddl governativo entro il 31 gennaio prossimo. E allora il segretario dopo la carota tira fuori il bastone. «Una maggioranza di governo non parte in quarta, negando ascolto a posizioni diverse, anche perché gli equilibri parlamentari non consentono forzature».
Meglio andare piano insomma, dice Fassino che promette di voler «discutere con la Binetti non dando per scontato che si possa trovare un’intesa». Al momento però appare scontato che l’intesa non si trovi.