Pacs, sì della Camera alla mozione dell'Ulivo. Ma l'Udeur si sfila e vota assieme al centrodestra

Passa la mozione unitaria che rimanda tutta la questione delle coppie di fatto a un ddl governativo da approvare entro il 15
febbraio, la maggioranza perde il partito di Mastella che si schiera con Fi e Udc

Roma – Alla Camera si discute di Pacs. Il tema è di quelli che dividono le coscienze e i partiti. Alla fine passa la mozione unitaria dell'Ulivo su cui converge il centrosinistra (301 sì, 266 no e 10 astenuti: in tutto circa 60 voti in meno per la maggioranza): questione rimandata dunque come da previsioni a un ddl da approvare entro il 15 febbraio, l’Udeur ha compiuto lo strappa annunciato e si è schierata con il centrodestra. “Il governo non può contare su di noi per una legge in questa materia tuona a Montecitorio il capogruppo Mauro Fabris -. Noi abbiamo chiesto al governo di non avanzare una proposta su questo tema. Chi ci accusa sbaglia, nell'Unione sono stati altri che hanno tentato forzature improprie. Agli alleati dico che sui temi sensibili non si procede con le minacce. Questa è una materia che va trattata con attenzione. Molto duro l’intervento di Roberto Villetti della Rosa nel pugno, che nel suo discorso attacca gli esponenti della Cdl divorziati: “Si possono e si devono estendere i diritti senza limitare quelli degli altri. Questo è un principio cardinale della democrazia liberale. Per la Chiesa anche chi ha contratto un secondo matrimonio in realtà pratica un'unione di fatto. Non si può essere paladini del matrimonio indissolubile secondo i dettami della Chiesa, come già si disse per la famosa campagna referendaria, per poi praticare per sé il divorzio contro il quale ci si è battuti”.

Secca la posizione del centrodestra, che sui temi così delicati e che toccano le coscienze chiede che il dibattito parlamentare non venga ridotto ai minimi termini a vantaggio dell’iniziativa dell’esecutivo: “Il governo dovrà astenersi da qualsiasi iniziativa legislativa od amministrativa collegata al problema delle unioni diverse dal matrimonio, affinché il parlamento possa dibattere in piena libertà”. È quanto prevede la risoluzione unitaria di Forza Italia che porta la firma di Isabella Bertolini e Benedetto Della Vedova alla quale ha lavorato anche il presidente del Comitato etico di Forza Italia, Enrico La Loggia. La risoluzione prevede che argomenti come quelli delle coppie di fatto “debbano trovare soluzione attraverso un ampio e approfondito dibattito parlamentare che valuti le esigenze e i diritti in discussione al fine di valutare quali iniziative possono essere intraprese”.

«Non saremo mai favorevoli a soluzioni che equiparino o cerchino surrettiziamente di equiparare le unioni di fatto alla famiglia naturale fondata sul matrimonio - ha aggiunto nel suo intervento in aula Sandro Bondi, coordinatore azzurro - . Si tratta di proporre e porre in atto interventi mirati che, uniti ad altri che possono andare nella medesima direzione, rappresentino una risposta laica e liberale per affrontare i problemi posti dalla diversificazione dei modelli di vita. Forza Italia assieme alle altre forze politiche moderate e liberali devono presentarsi unite alla sfida con una propria proposta, senza cedere alla tentazione di inseguire la sinistra, orfana del socialismo, sul terreno della sua nuova ideologia: quell'individualismo libertario che trova nello »zapaterismo« la sua più matura incarnazione».


"Equiparare al matrimonio le coppie di conviventi eterosessuali è solo un passo per legittimare le unioni omosessuali. Voi volete arrivare al matrimonio omosessuale": Carolina Lussana quasi grida mentre si rivolge al ministro della Salute Rosy Bindi per contestare la posizione della maggioranza e del governo sulle coppie di fatto. "Dovete avere il coraggio di dire che minate la famiglia come cellula fondamentale della società" aggiunge. "Quello delle convivenze eterosessuali - spiega - è un falso problema".