Padellaro? Chieda a Travaglio

Milano - Il direttore dell’Unità, Antonio Padellaro, ha parlato di gogna mediatica nel commentare in tv il caso Sircana e ha chiesto al direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, che bisogno c’era di pubblicare il nome di Silvio Sircana negli articoli che davano conto dell’inchiesta di Potenza su Vallettopoli. Ma per saperlo avrebbe potuto chiedere a Marco Travaglio, da tempo una delle firme di punta del suo giornale. Scrive infatti Travaglio, sempre sull’Unità di ieri, che «è assolutamente inevitabile che, indagando su una gang di ricattatori, il pm che li vuole arrestare formuli al giudice una richiesta con gli indizi (intercettazioni, testimonianze, carte ecc.) a loro carico». E che è altrettanto inevitabile che il giudice che decide di arrestare quei presunti ricattatori «indichi nell'ordinanza di cattura i motivi che l'hanno convinto ad ammanettarli». Fra i quali ci possono essere anche fatti che riguardano le presunte o potenziali vittime dei reati sui quali si indaga.
E veniamo al punto. Perché pubblicare il nome di Sircana? Nel suo articolo, ripetiamo pubblicato sull’Unità di ieri, Travaglio lo spiega allargando il discorso ma senza perdere il filo. E parte dalla legge che vorrebbe impedire la pubblicazione di intercettazioni e documenti giudiziari. «Che cosa prevede la legge Mastella? 1) Vietato pubblicare fino all'udienza preliminare gli atti d'indagine, anche quelli non più segreti, sia integrali sia per riassunto: non certo il loro contenuto, altrimenti non si potrebbe più dire neppure che hanno arrestato Provenzano e perché. 2) Vietato pubblicare sempre e in qualunque forma le intercettazioni telefoniche. Ora, l'altro giorno tutte le agenzie e i giornali hanno pubblicato le intercettazioni dell'ordinanza di Potenza. Compresa quella del paparazzo che pedina Sircana e ne informa Corona».
La firma dell’Unità scrive ancora: «Nessuno ha fatto il nome di Sircana, tranne il Giornale. Con la nuova legge, nessuno avrebbe più potuto pubblicare il testo della telefonata. Ma il contenuto, con o senza il nome di Sircana, avrebbero potuto raccontarla tutti: perché Corona & C. sono, stati arrestati anche per quel fatto. E, anche se tutti, Giornale compreso, avessero taciuto il nome, questo sarebbe emerso qualche mese al processo, che è pubblico: che si fa, un'altra legge per vietare ai giornalisti di assistere ai processi e di raccontarli?».
In sostanza non si può impedire un altro caso Sircana senza stravolgere lo Stato di diritto. In compenso, prevede sanzioni intimidatorie per i cronisti e impedisce all’opinione pubblica di essere informata sugli scandali. Con la legge Mastella, scrive Travaglio, per esempio «nessuno saprebbe ancora cosa si dicevano il governatore Fazio, i furbetti e i loro compari di destra e di sinistra; né come funzionava Calciopoli». Insomma «oportet ut scandala non eveniant», ovvero è necessario che gli scandali non emergano. Ecco perché pubblicare il nome di Sircana. Semplicemente per informare i cittadini di un fatto vero e di rilevanza pubblica. Perché «oportet ut scandala eveniant».