Padellaro (Unità): i ricchi tifano per la sinistra

da Milano

«L’establishment e i poteri forti in Italia non appoggiano Silvio Berlusconi». A dirlo non è un candidato di Forza Italia ma il direttore dell’Unità Antonio Padellaro. Ospite insieme a Giuliano Ferrara dell’Antipatico di Maurizio Belpietro per discutere del «caso Mieli» - ieri sera su Rete 4 -, il direttore del quotidiano fondato da Antonio Gramsci sorprende tutti sottoscrivendo la tesi dell’elefantino: «L’appoggio di Mieli - dice Ferrara -, sommato a quello della Stampa che è il giornale della Fiat, di Repubblica che è il giornale di De Benedetti, del Sole 24 Ore che è il giornale di Confindustria, è la sanzione finale: i ricchi stanno contro il governo dell’imprenditore Berlusconi, contro le sue riforme e i suoi programmi». «Padellaro è d’accordo?» incalza il direttore del Giornale. «In parte sì - dice inaspettatamente Padellaro -. È vero che Berlusconi non ha gettato ponti verso l’establishment. Però ricordo anche che nel 2001 era diverso. Berlusconi dovrebbe chiedersi perchè oggi gli industriali e i giornali si sono girati dall’altra parte».
Per Antonio Padellaro l’editoriale partigiano di Mieli si spiega in modo molto semplice: il Corriere sostiene la creazione di una nuova maggioranza di sinistra che ruoti attorno alla Margherita di Rutelli. «Ma non è inquietante che un giornale diriga delle strategie politiche, con dietro, evidentemente, interessi economici molto forti?» chiede Belpietro. «È sempre stato così in Italia», spiega il direttore del Foglio. Padellaro la spiega diversamente: «Questa campagna elettorale è noiosa. Trovo divertente che un grande giornale abbia deciso di rimescolare le carte e non essere ipocrita. Rischia prendendo una posizione, ed è il modo giusto di fare giornalismo secondo me».
Ma i lettori saranno d’accordo? Scorrono le immagini del servizio con le testimonianze degli edicolanti che ieri, a Milano, hanno visto crollare le vendite del Corriere della Sera. «Avevo altre notizie: che c’era stato un tutto esaurito nelle edicole romane, non so se erano edicole comuniste», ironizza Padellaro. «Non so quali frequenti lei» replica Belpietro divertito.
Il direttore del Giornale ricorda la posizione del Cdr del Corriere, il sindacato del quotidiano vorrebbe che non solo Mieli ma anche gli editorialisti sostenessero Prodi. «Pazzesco» commenta Giuliano Ferrara, «il Cdr vorrebbe trasformare il giornale in una caserma». Poi la domanda finale, secca: «La stampa libera e indipendente esiste o è un’ipocrisia?», chiede Belpietro. «Mai esistita» taglia corto Ferrara. Il direttore dell’Unità invece: «Penso che esista e che in Italia sia un grande scudo per la democrazia».