Padoa-Schioppa avverte i ministri: senza rigore il deficit vola al 4%

Il ministroinsiste sulla necessità di ridurre le spese. Ma il conto dei tagli sarebbe solo di 5,2 miliardi. Ferrero: "Finanziaria da 10 miliardi". Calderoli: "Manovra elettorale, poi a casa..."

Roma - "Se dovessi accettare tutte le proposte giunte dai vari dicasteri e non compensate il deficit 2008 viaggerebbe intorno al 4%". Il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, torna a chiedere rigore ai ministri nel corso del Consiglio dei Ministri. Una lunga riunione, quella di oggi, dedicata soprattutto ai tagli alla spesa e alle compensazioni, in vista del varo della finanziaria fissato per la prossima settimana. Padoa-Schioppa, ha aperto i lavori illustrando una dettagliata relazione corredata da tabelle con le richieste di spesa di ogni ministero e le relative compensazioni proposte. Poche giudicate valide, molte bocciate perché fittizie. Nella classifica la palma d’oro al ministro più virtuoso è andata ad Alfonso Pecoraro Scanio. «Se tutti avessero usato il modello di compensazioni presentato dal ministero dell’Ambiente -riferiscono alcuni partecipanti alla riunione- avremmo avuto una riqualificazione della spesa di almeno 15 miliardi». In ogni caso, ad una settimana dal varo della manovra la griglia di interventi è ancora in cantiere. E in pochi si sbilanciano sui contenuti. Per il momento, come ha annunciato il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, la Finanziaria si aggirerà intorno ai 10 mld. Oltre al ddl, ci sarà un collegato sul Welfare, mentre è ancora in forse un decreto legge. L’importante, sarebbe il ragionamento di Padoa-Schioppa, è che il Parlamento garantisca tempi certi per l’approvazione dei provvedimenti.
"Tagli" solo per 5,2 miliardi Richieste di spesa da parte dei ministeri per 24 miliardi a fronte di compensazioni per 5,2 miliardi, di cui realmente utilizzabili soltanto 600 milioni. Questo, come risulta a Radiocor, il quadro emerso oggi in consiglio dei ministri dall’illustrazione del ministro dell’Economia che ha elaborato, in questi giorni, le schede presentate dai ministeri il 10 settembre.
Capitolo fiscale Intanto inizia a delinearsi il capitolo fiscale della manovra. Tanto che i collaboratori del viceministro all’Economia, Vincenzo Visco, parlano di una serie di interventi di alleggerimento. A iniziare dall’aliquota Ires che dal 33% scenderà al 28%. Nel menù di Visco compare anche uno sconto Irpef per gli utili prodotti dalle società di persone che vengono reinvestiti e le imposte forfettizzate per le piccole attività con giro d’affari fino a 30.000 euro.
Cdm interlocutorio Ferrero ha definito la riunione di oggi "ancora interlocutoria: la finanziaria si definirà nella prossima settimana". Si è parlato "ovviamente" anche di extragettito. Ferrero ha voluto ribadire le sue richieste: "Redistribuzione del reddito a partire dai redditi bassi, cioè lavoratori e pensionati, compensandolo anche con l’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie; che il piano casa parta subito con il decreto legge di settembre per far fronte all’emergenza sfratti (servono 530 milioni, ndr.); L’aumento della spesa sociale a partire dagli anziani; la discussione sul protocollo welfare e sul mercato del lavoro".
Riunione a tratti accesa Secondo Ferrero, la Finanziaria "deve servire a redistribuire reddito dall’alto verso il basso perché siamo chiamati, non solo a tenere i conti pubblici a posto, ma anche a modificare la distribuzione del reddito cui aveva dato luogo il governo berlusconi". La discussione è stata a volte più tranquilla a volte più accesa", ma il ministro ha detto di "confidare che la finanziaria contribuisca a dare prova di serietà e compattezza".
Calderoli: "Manovra elettorale" "Se il ministro Ferrero dice la verità e la prossima Finanziaria sarà davvero di un ammontare di 10 miliardi di euro allora troverà conferma quello che mi è stato confidato ieri da un sottosegretario del governo Prodi ovvero che la legislatura è finita e quindi si farà una Finanziaria elettorale e poi subito al voto. Così finalmente avranno finito di fare danni..." dice il senatore Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega Nord e vice presidente del Senato.