Padoa-Schioppa costretto alla resa: "Tregua fiscale"

Dopo le polemiche sulle tasse, il ministro dell’Economia promette "tagli e risparmi" e agli industriali ricorda "i frutti del cuneo". Mastella se la prende coi sottosegretari: parlano troppo

Benevento - Apre la festa del Campanile, il ministro col trattino, portando una notizia buona e una cattiva. L’uso impone di partir dalla cattiva: la crescita non sarà del 2%, colpa della «turbolenza d’agosto» spiega il titolare dell’Economia, che rende la previsione fatta due mesi fa. E veniamo alla buona novella. Buona, si fa per dire... non è che sia venuto a dire che abbasserà le tasse, ma viste le pulsioni dell’Unione è già consolatorio sentirsi dire che quanto meno non aumenteranno. Tant’è che Tommaso Padoa-Schioppa ha formalmente annunciato che la prossima finanziaria sarà «di tregua fiscale», spiegando che da tassazione aggiuntiva, la manovra economica per l’anno prossimo dovrà reperire le risorse necessarie «dal recupero dell’evasione», principalmente «dalla crescita economica», ma soprattutto dai «tagli alle spese».

Luigi Abete, che partecipava al dibattito con lui, s’è prontamente appellato ai giornalisti affinché riportassero l’annuncio con risalto, che ne rimanga prova a futura memoria, perché anche il mondo dell’impresa è felice di scampare a una nuova stangata ma teme trattarsi di promesse da marinaio. O non dovrà il ministro fare i conti con la sinistra radicale?

Compunto e impeccabile, al dibattito sul Che fare?, per la finanziaria 2008 Tps ieri sera ha alzato la sua bandiera (bianca?) sul fronte fiscale. Con signorile fermezza, perché stuzzicato sulle richieste del suo collega Paolo Ferrero, ha risposto che «la discussione nel governo dovrebbe essere meno pubblica», o quanto meno «non con questo tasso di pubblicità che ovviamente» produce vinti e vincitori. Clemente Mastella, il padron di casa che ascoltava seduto in prima fila, prontamente ha evocato anche la sortita di Alfiero Grandi: «La politica non devono farla i sottosegretari!».

Insomma, par di capire che il ministro delle Finanze sia intenzionato a resistere alle pressioni che vengono dalla sinistra di lotta e di governo. Ma non sembra crederci nemmeno lui più di tanto, se poi lamenta che la Finanziaria «uscita dal Parlamento l’anno scorso era il doppio» di quella fattavi entrare dal governo; conta infatti 1.600 commi. Quanto si può scommettere che riuscirà a non imporre nuove tasse, «manovrando» sostanzialmente coi tagli alla spesa publica? «Vedremo il 10 settembre», ha risposto con calma olimpica, quando ogni ministro dovrà presentargli il proprio piano di spesa. Voi sperate che ci sia qualcuno che invece di chiedere più soldi, s’offre volontario per tagliare il proprio bilancio? Il ministro Luigi Nicolais, che partecipava anch’egli al dibattito, invitato subito a illustrare la sua disponibilità, ha risposto che conta di «destinare i risparmi per altri investimenti nella modernizzazione della Pubblica amministrazione». Mastella, sotto il palco, s’è messo a parlar fitto fitto con la moglie Sandra, presidente del parlamentino regionale campano.

Bisogna riconoscere però che Padoa-Schioppa è convinto, quando dice che bisogna «tenere la rotta, non cambiare strada e guardare al futuro». Non ha rimproveri da farsi, spiega che «dopo un anno nessun governo verrebbe rieletto», e del resto guardate il fenomeno Sarkozy, tanto bravo tanto esaltato ma anche lui «ha perso già 5 punti nei sondaggi di gradimento dopo poche settimane». Alla Confindustria, manda a dire che il governo “ha già dato”. Riduzione di 5 punti dell’Ires? «Chiedo agli imprenditori presenti quanto ha fruttato alle loro imprese il taglio del cuneo», risponde con benevola sufficienza, «la riduzione del carico fiscale che hanno avuto non ha precedenti: celebriamo questo evento, prima di mettere altro in cantiere». Ci son pure Giuseppe Guzzetti e Diego Della Valle al dibattito. Ma a quest’ultimo che invoca «tabelle precise» e certezze per le imprese, professoralmente risponde che «la certezza nel futuro nessuno potrà mai averla, né in Italia né fuori». E sarà per dovere di ospitalità, l’unica concessione la fa a Paolo Del Mese, presidente della CommiSsione Finanze di Montecitorio, che a nome dell’Udeur chiede di «ridurre il carico fiscale». Sì, ammette Padoa-Schioppa, «il carico fiscale non è equamente distribuito» perché si contano «100 miliardi all’anno di tasse evase». Ma per oggi, accontentatevi se non vi aumenta le tasse.