Per Padoa-Schioppa crescita possibile ma è allarme prezzi

da Roma

La crescita economica internazionale resta solida, ma crescono le preoccupazioni per l’inflazione. A San Pietroburgo, dove partecipa al suo primo summit G8 da ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa aggiorna il quadro macroeconomico globale, in base al quale costruire i prossimi interventi nazionali: il Dpef (documento di programmazione economica e finanziaria) e la manovra correttiva. «È difficile dosare gli elementi di ottimismo e quelli di preoccupazione - spiega al termine del vertice - il 2006 resta uno degli anni di più forte crescita economica mondiale. C’è la consapevolezza dei problemi di fondo che ci portiamo dietro, quello energetico e quello degli squilibri delle bilance dei pagamenti. Comunque - aggiunge Padoa-Schioppa - è vero che le preoccupazioni per l’inflazione sono maggiori di un anno fa: la crescita ha bisogno di energia, e il problema degli alti prezzi del petrolio non sarà risolto in breve tempo».
La questione energetica riguarda l’Italia molto da vicino. Lo scorso inverno sono emersi forti problemi di approvvigionamento del gas russo, tanto da dover far ricorso alle riserve. Il caso gas non è stato però affrontato nell’incontro bilaterale fra il nostro ministro dell’Economia con il collega russo Alexey Kudrin, né sono stati discussi gli investimenti reciproci nel settore energetico fra Eni e Gazprom. Il comunicato conclusivo del summit impegna i Paesi del G8 (Usa, Germania, Giappone, Francia, regno Unito, Italia, Canada e Russia) a trovare alternative energetiche al greggio e fonti energetiche più sicure.
Padoa-Schioppa non vuole parlare di «fatti italiani». Non risponde dunque alle domande sulla manovra correttiva, né sui prossimi incontri del governo con le parti sociali. L’accento sui rischi di inflazione è tuttavia sintomatico di alcune preoccupazioni che riguardano il nostro Paese. Nell’intervista concessa al Sole 24 Ore prima della sua partenza per San Pietroburgo, il ministro dell’Economia ha infatti ribadito la sua richiesta ai sindacati di proseguire nella politica di «moderazione salariale», per evitare la spirale prezzi-retribuzioni. Una seconda conseguenza dei rischi d’inflazione è il rialzo dei tassi da parte della Bce: un rialzo che per l’Italia, gravata da un elevato debito pubblico, ha conseguenze non trascurabili sul fronte della spesa per interessi. Il successore di Padoa-Schioppa nel board esecutivo della Banca centrale europea, Lorenzo Bini Smaghi, ricorda tuttavia che «non rialzare i tassi significherebbe, in futuro, avere un’inflazione più alta: stiamo andando a livelli compatibili con il tasso di crescita dell’economia, che si riprende in tutta Europa».