Padoa-Schioppa difende Cimoli ma gli altri ministri lo bocciano

Reazioni nervose dai colleghi di governo. Bianchi: «Non credo l’abbia detto davvero». Di Pietro: «Chiederò spiegazioni a Prodi»

Gian Maria De Francesco

da Roma

Nuova bagarre nel governo per le nomine nelle società a controllo pubblico del settore trasporti. Ieri è stata la volta di Alitalia, già da alcuni mesi oggetto del tiro incrociato dei sindacati e delle discrepanze tra Ds e Margherita sul nome del manager che dovrà gestire il dopo-Cimoli.
In mattinata, fonti vicine al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa avevano sottolineato che «avvicendamenti o modifiche ai vertici di Alitalia non sono all’ordine del giorno» ricordando che lo stesso ministro «nei giorni scorsi ha incontrato il presidente e amministratore delegato, Giancarlo Cimoli, rinnovandogli la propria fiducia». Una sortita ad hoc a poche ore dal nuovo confronto tra governo e sindacati in materia di trasporti. «Sia i vertici di Alitalia - concludeva la velina di via XX Settembre - che il ministero dell’Economia sono consapevoli dell’agenda molto impegnativa che attende azienda, governo e sindacati per affrontare le sfide del trasporto aereo».
Ma l’insolita fermezza del ministro dello Scacchiere non poteva non generare il contestuale risentimenti dei due colleghi addetti al settore. In primis, il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, in quota Pdci. «Non credo Padoa-Schioppa l’abbia detto», ha chiosato smentendo le affermazioni attribuite all’ex componente del Direttivo della Bce. E poi il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, precipitatosi a Roma dopo aver passato la mattinata a Genova per discutere sulle opere pubbliche prioritarie per il capoluogo ligure. «Vado a chiederlo al presidente del Consiglio», ha dichiarato Di Pietro prima di entrare a Palazzo Chigi.
Il confronto con Prodi è stato avaro di soddisfazioni per il leader dell’Italia dei Valori. Il Professore non si è sbottonato e il ministro ha deciso di portare avanti una battaglia di retroguardia. Secondo quanto si apprende, l’intenzione di Di Pietro sarebbe quella di aspettare che vengano resi noti definitivamente i candidati alla guida di Alitalia per poter esprimere successivamente il proprio giudizio. Così com’è accaduto per l’Anas.
La cabina di regia sui trasporti convocata nel tardo pomeriggio a Palazzo Chigi non è così cominciata sotto i migliori auspici. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, rappresentate dai segretari generali e dai responsabili di settore, si sono sentite messe dinanzi al fatto compiuto da Padoa-Schioppa, presente con il sottosegretario Enrico Letta e i ministri Bianchi e Damiano. Il ministro dell’Economia ha ribadito che «il piano industriale di Alitalia si può rivedere, ma non si può perdere tempo con le nomine». Di avviso opposto il ministro dei Trasporti secondo il quale «c’è un problema di management non adeguato».
L’unico punto di incontro con i sindacati, ha rilevato il segretario Fit-Cisl Claudio Genovesi, è stato trovato sul fatto che «un Paese con 60 milioni di abitanti non può fare a meno» di Alitalia. Tuttavia Padoa-Schioppa ha sottolineato sia di non avere «elementi sufficienti di conoscenza del piano industriale» sia di non essere «l’interlocutore adatto in quanto azionista di riferimento». Di qui il rinvio a un nuovo tavolo di confronto sulla ex compagnia di bandiera che sarà convocato tra il 28 agosto e il 2 settembre. Per Fabrizio Solari (Filt-Cgil) «la risposta appare incomprensibile» in quanto c’è incongruenza tra gravità della situazione e la necessità di ulteriori approfondimenti richiesta dal governo. L’Ugl ha confermato l’intenzione di «tenere aperto un canale» con Palazzo Chigi. I sindacati confederali hanno confermato lo sciopero generale dei dipendenti Alitalia del prossimo 7 settembre.
Al mese prossimo e a un nuovo confronto è stata rinviata tanto la questione sulle nomine dei vertici delle Ferrovie dello Stato quanto il rinnovo della parte economica del contratto del trasporto pubblico locale. Quindi bocce ferme. La parziale conferma di Cimoli, per ora, preclude qualsiasi possibilità all’ingaggio dell’ex ad di Rcs, Vittorio Colao, o di Maurizio Basile. Allo stesso modo, per la partita Fs (dove Elio Catania è in bilico) continueranno le scaramucce tra i Ds che premono per Mauro Moretti come nuovo ad e la Margherita che spinge per Paolo Cuccia, presidente di Eur spa. E non è un caso se il senatore diessino Paolo Brutti ha definito la conferma di Cimoli «una scelta non proprio illuminata».