Padoa-Schioppa: emergenza finita Draghi: il debito resta troppo alto

nostro inviato a Washington
Il dibattito italiano sull'uso dell'extra gettito fiscale varca l'Atlantico fino a Washington, dove in queste ore si svolgono gli incontri del Fondo monetario. E dalla capitale americana Tommaso Padoa-Schioppa cerca di rilanciare verso Roma un messaggio di prudenza: «Bisogna, senza dubbio, continuare il risanamento dei conti pubblici. E se parlo di risanamento - spiega il ministro dell'Economia in una pausa dei lavori del Fmi - è perché c'è una malattia che non ha bisogno di farmaci tossici, ma che comunque dev'essere curata. È questione di misura e di tempi, ma non c'è alcun dubbio: questa azione deve procedere».
In un incontro con la stampa, il ministro ammette che è ancora difficile capire quanto di strutturale ci sia nell'incremento del gettito fiscale. «Ogni giorno porta una nuova cifra - dice, riferendosi al tesoretto - ma è importante ricordare che, fra le regole concordate con Bruxelles c'è l'impegno a destinare la parte non strutturale del gettito a una più rapida diminuzione del deficit». Una posizione di estrema cautela, condivisa da Mario Draghi: «La posizione della Banca è quella del bollettino economico - spiega il governatore - : il debito è ancora al 107% del Pil, e il miglioramento del deficit dipende in massima parte dall'aumento delle entrate e dalla diminuzione della spesa per investimenti». Padoa-Schioppa precisa inoltre che aumenti nel pubblico impiego e riforma del settore «proseguiranno insieme: il contratto deve essere ancora firmato, e fino a quel momento le cifre stanziate non sono erogabili».
Padoa-Schioppa tenta di frenare la «corsa al tesoretto» alimentata anche dalle vaghe promesse di Romano Prodi. Sostiene che, dopo l'approvazione della Finanziaria, «l'emergenza conti è passata e intorno a me sento un clima di maggiore fiducia» rispetto all'assemblea del Fmi del settembre scorso a Singapore. Quell'accenno ai «farmaci tossici» vorrebbe dire che neppure Padoa-Schioppa intende «ammazzare il Paese», come ha scritto il premier nelle sue riflessioni sul tesoretto. Prodi ha poi ribadito che parte dell'extra gettito va destinato allo sviluppo, e parte alla solidarietà. Allo stesso tempo, sul ministro gravano le pressioni degli organismi internazionali: sia il Fmi che l'Ue, in questi giorni, hanno ribadito che l'extra gettito va utilizzato per ridurre deficit e debito, quest'ultimo «ancora molto elevato».
Ad aiutare la gestione dei conti c'è l'andamento dell'economia, che resta positivo. Il comunicato del G7 riconosce che «l'economia globale sta vivendo l'espansione più forte degli ultimi trent'anni, ed anche più bilanciata». I Paesi europei, dice il commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia, stanno sperimentando una buona fase di ripresa; e non devono ripetere gli errori del 1999-2000, quando non si è fatta attenzione al risanamento dei conti.
Egualmente chiare le parole del responsabile del dipartimento Europa del Fmi, Michael Deppler. «L'Europa - spiega - si comporta bene nei momenti difficili e male nei cicli di espansione. Tutti i ministri europei con cui ho parlato - aggiunge Deppler - mi dicono che hanno a disposizione entrate fiscali extra: il nostro consiglio è di utilizzarle in pieno per ridurre deficit e debito. Questo vale ancor più per l'Italia, anche se capisco che, a causa della situazione politica, sia difficile prendere simili decisioni».