Padoa Schioppa, il guardiano dei conti con un cuore europeo

Mercoledì scorso era entrato nella cabina di regia di Fiat Industrial, la nuova società nella quale dal primo gennaio confluiranno le attività del gruppo torinese relative a veicoli industriali e macchine agricole, separate da quelle dell’auto. Un consiglio d’amministrazione pieno di nomi illustri, dal presidente Sergio Marchionne ad Alberto Bombassei, Gianni Coda, John Elkann, Robert Liberatore, Libero Milone, l’amministratore delegato delle Generali Giovanni Perissinotto e - per la prima volta - anche un cinese, John Zhao, vicepresidente della Lenovo, la società che ha acquisito la divisione Personal Computer di Ibm.
Ieri, la morte improvvisa dell’economista definito l'«impeto intellettuale» dietro la nascita dell'euro e il «padre fondatore» della nuova moneta. Questo perché in un suo scritto di economia pubblicato nel 1982 fece notare che per un gruppo di Paesi come quelli che davano vita all'Unione Europea era impossibile aspirare contemporaneamente a libero commercio estero, mobilità dei capitali, politiche monetarie nazionali indipendenti, tassi di cambio fissi. Questi quattro obiettivi, ciascuno dei quali auspicabile in sé, egli li battezzò il «quartetto inconciliabile». Si mise quindi a lavorare all’eliminazione delle limitazioni agli scambi e, soprattutto, alla circolazione dei capitali tra i vari Paesi della Ue. Fu un fautore della liberalizzazione dei movimenti di capitali fino a quando venne creata una moneta unica per tutti gli stati appartenenti all'Unione («moneta senza Stato», secondo una sua definizione), gestita da un'unica Banca Centrale Europea. Padoa-Schioppa si occupò allora proprio della creazione della nuova Banca Centrale Europea di cui divenne uno dei primi membri del Comitato Esecutivo.
Il 17 maggio 2006 divenne ministro dell'Economia e delle Finanze nel governo Prodi II come tecnico indipendente. Finita quella breve esperienza politica, è stato uno dei due consiglieri economici del primo ministro del governo ellenico in carica, Giorgio Papandreu.
Dopo essere stato sposato con Fiorella Kostoris, anche lei economista, dalla quale ha avuto tre figli, da una decina d’anni era il compagno di Barbara Spinelli, editorialista di Repubblica, figlia di Altiero, il padre dell'Unione europea.

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