Padoa-Schioppa ha deciso: stangata in arrivo

Ma Prodi è preoccupato: mossa impopolare. L’irritazione verso il commissario europeo Almunia

Gian Maria De Francesco

da Roma

Tanto rumore per una stangata. «Il centrosinistra ha strillato tanto e adesso viene fuori uno sforamento dello 0,3% sulla stima del deficit/pil al 3,8 per il 2006 che non appare drammatico». L’ex sottosegretario al Tesoro, Maria Teresa Armosino (Fi), non è allarmata dai risultati delle indagini della Commissione Faini e le mette in questione. «Non tutto è stato spiegato puntualmente e poi bisogna verificare se si predispone un intervento dello Stato per lo sforamento della spesa sanitaria delle Regioni (intervento programmato nel capitolo relativo ai «rischi di attuazione», ndr) che era stato escluso dalla Finanziaria 2006».
Questa lettura è condivisa anche dall’ex sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi (Fi). «La Commissione “dipendente” - ha dichiarato - ha concluso i lavori secondo il mandato ricevuto: offrire una lettura drammatica dei conti pubblici per consentire una manovra aggiuntiva di nuove imposte e nuove spese. Non mi stupirei se in essa si volesse confondere anche una controriforma delle pensioni». «Più tasse, più tasse, più tasse e meno risorse per i cittadini italiani», è il commento a caldo del responsabile economico di Forza Italia, Luigi Casero. E in serata il ministro Tremonti a Ballarò ha commentato: «Aspettiamo di sapere cosa ci dirà la Commissione europea, è l’unica cosa oggettiva e per me conta solo quella».
Anche dal resto della Cdl la visione è pressoché unanime. «È una sorpresa per le anime belle che non avevano ancora capito il disegno del centrosinistra: presentare una situazione dei conti pubblici al disastro per creare la scusa con cui mettere le mani nelle tasche degli italiani», ha detto Riccardo Pedrizzi (An). «Eccoli qua i sinistri a buttare le mani avanti per il fallimento di un’azienda Italia che Berlusconi ha consegnato con i conti in ordine e loro si apprestano a sfasciare». Michele Vietti dell’Udc, invece, ha sostenuto che bisogna «conoscere nel dettaglio i contenuti della manovra correttiva e su questo decideremo il nostro atteggiamento».
Ma anche nel centrosinistra c’è chi vuole vederci chiaro. Il neoeletto presidente della commissione Bilancio del Senato, Enrico Morando (Ds), ha sottolineato che «il primo appuntamento dell’organismo sarà l’esame dei risultati della Commissione Faini sperando che il governo prenda l’iniziativa di venire in commissione». All’interno della sinistra radicale, invece, si cerca di difendere la propria base elettorale. «Manovra bis? La situazione dei conti pubblici non deve assolutamente scaricarsi sulle categorie sociali più deboli del nostro Paese che, in passato, hanno già versato lacrime e sangue», ha tuonato Pino Sgobio dei Comunisti Italiani pronto a dar battaglia in nome del proletariato. E anche il sottosegretario all’Economia, Paolo Cento, dei Verdi, ha da subito fatto delle distinzioni. «Deve essere chiaro - ha affermato - che la manovra bis deve intervenire con equità e con un confronto con le forze sociali. Per non colpire chi ha già pagato in questi anni. Bisogna intervenire sulle spese dei ministeri e, nel caso, su coloro che hanno fatto profitti altissimi». «Fondamentale è la redistribuzione del reddito», ha sottolineato il ministro di Rifondazione Paolo Ferrero. Tira aria di patrimoniali.
Nell’Unione c’è pure chi trova spazio per fare promesse. Come il vicepremier Francesco Rutelli: «Useremo due pedali: quello della crescita e quello dell’equilibrio finanziario. Troveremo la quadratura perché abbiamo un grande spirito di squadra».