«Padoa-Schioppa si è piegato ai voleri della maggioranza»

La Malfa: «Da solo non avrebbe fatto mai una Finanziaria così disastrosa»

da Roma

«Tommaso Padoa-Schioppa si è dovuto piegare alla sua maggioranza». Giorgio La Malfa non ha dubbi sul ruolo del ministro dell’Economia nelle scelte di politica economica. «Sono certo che, in cuor suo, non avrebbe fatto una legge finanziaria così disastrosa».
Eppure il ministro ora sostiene che il merito del netto miglioramento del fabbisogno sia tutto del governo in carica...
«È noto a tutti, o dovrebbe esserlo, che gli effetti di determinate politiche economiche e fiscali si realizzano dopo un determinato lasso di tempo. Ne consegue che il netto miglioramento del fabbisogno dipende da scelte maturate in precedenza. Cioè, da quelle assunte dal governo Berlusconi. In fin dei conti, risultati del genere non nascono dal nulla. Sono figli della Finanziaria per il 2006, approvata in Parlamento nel 2005, e dal miglioramento della congiuntura».
Per Prodi, invece, è tutto merito delle scelte adottate da questo governo...
«Due o tre giorni fa, Padoa-Schioppa era stato corretto, riconoscendo - appunto - quel che ho detto prima: vale a dire che il miglioramento del fabbisogno è stato determinato da scelte adottate dal governo precedente. Poi, leggo che si è unito al coro che dice che questo positivo risultato è merito dell’attuale maggioranza. Osservo soltanto che si tratta di una correzione politica ad una valutazione tecnica».
Ma il dimezzamento del livello di fabbisogno poteva favorire una finanziaria inferiore ai 40 miliardi di euro?
«Certamente. Infatti, la correzione netta del deficit di quest’anno è di 15 miliardi. Se la manovra è lievitata a 40 miliardi è perché il governo ha scelto di finanziare con 27 miliardi di maggiori entrate, una quantità enorme di maggiori spese. Esattamente come segnalato l’altro giorno da Berlusconi correttamente. In fin dei conti è questo il modello di politica economica che ha in mente la sinistra: aumentare il prelievo fiscale per poter spendere di più».
Esattamente il contrario di quel che viene chiesto da ogni organismo internazionale. Ma se le cose stanno così, perché il commissario europeo Almunia condivide le scelte del governo?
«Per un problema di saldi. La commissione europea approva i saldi. E questi si possono avere sia aumentando le entrate, per far fronte a maggiori spese; sia tagliando le spese stesse. Il problema è che se il modello di sviluppo economico che Prodi ha in mente è quello del “tax and spend”: tassa e spendi. Solo che questo modello è negativo per la crescita economica e negativo per l’aumento delle spese. Con il rischio che se finora l’andamento congiunturale sta aiutando i conti pubblici facendo lievitare le entrate, in futuro se dovesse venire meno, le spese restano e le entrate mancano. Con seri rischi di tenuta dei conti pubblici».
Automatismi che il ministro dovrebbe conoscere...
«Padoa-Schioppa questi meccanismi li conosce alla perfezione. Ma si è dovuto piegare alla sua maggioranza».