Padoa-Schioppa, tante domande nessuna risposta

nostro inviato a Cernobbio

Dice il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, che «il 2% è un buon tasso di crescita, ma si può fare meglio». Dice anche, al convegno Ambrosetti di ieri a Villa d’Este, che nel 2007 non ci sarà bisogno di una manovra correttiva. Ma ammonisce che «va frenata l’euforia». Dice questo il titolare del dicastero chiave del governo Prodi. E lo dice già da tempo. Ma non dice altro, non va oltre. Quando le porte del convegno si aprono, Tps si sottrae e se ne va. E dire che, anche a porte chiuse, non sono mancati gli spunti. Renato Brunetta, economista di Forza Italia, pone la questione della discontinuità politica: come se le scelte di questo governo non seguano alcuna logica che non quella di disfare quanto fatto dal precedente. Ma Tps non replica. Pacatamente, nel suo intervento, il presidente dell’Abi Corrado Faissola ricorda i ritardi biblici nei pagamenti della pubblica amministrazione. E Tps non ne fa cenno. Nulla nemmeno sull’avvertimento di Montezemolo, che intima al governo di non utilizzare a fini politici il «tesoretto» di 3 miliardi di extra entrate. Da Tps nessuna indicazione. Un ministro silenzioso, non si sa se per prudenza o per paura. Tps non dice neanche questo.