Padoa: "Spesa peggio del previsto" I commercianti: "Overdose fiscale"

Il ministro dell'Economia lancia l'allarme per i conti pubblici, ma assicura: &quot;Non si torna indietro rispetto allo stanziamento di 2,5 miliardi per le pensioni&quot;. Il numero uno di Confcommercio, Sangalli, chiede: &quot;<a href="/a.pic1?ID=187469" target="_blank"><strong>Meno tasse, altrimenti siamo costretti a evadere o al lavoro nero</strong></a>&quot;. E Berlusconi lo appoggia: <a href="/a.pic1?ID=187479"><strong>&quot;Tutte le categorie insoddisfatte del governo&quot;</strong></a>

Roma - Il ministro Padoa-Schioppa al tavolo con le parti sociali a Palazzo Chigi, ha fatto presente che diverse voci di spesa sono andate peggio di quanto previsto al momento della relazione unificata, a marzo: "La spesa in conto interessi, a causa dell’aumento dei tassi, le risorse assorbite per il contratto del pubblico impiego, la spesa sanitaria e il problema aperto con i comuni".
Padoa-Schioppa, tuttavia, ha confermato l’impegno a mettere a disposizione i 2,5 miliardi per welfare e pensioni: "Non torno indietro, ma devo dire con chiarezza che al governo spetta trovare le risorse che ci sono, non quelle che non ci sono". Il ministro ha ribadito che "è impensabile un aumento della pressione fiscale, nessuno di voi - ha detto rivolgendosi ai partecipanti al tavolo - suggerirebbe misure del genere". Il ministro si è poi detto ottimista sull'esito del tavolo: "Ci sono possibilità di fare cose molto importanti".

"Possibile Italia senza evasori" "Un’Italia a evasione zero è possibile ed è a portata di mano. Occorre un patto di fiducia e di riconciliazione" ha detto il ministro dell’Economia all’Aquila, intervenendo alla cerimonia del 233° anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza. Il ministro ha poi chiarito che: "in quel caso sarà possibile la riduzione del prelievo, soprattutto per i contribuenti che non evadono".

Evasione-pandemia L’evasione fiscale "è una pandemia, non la malattia di alcuni: le più recenti stime istat indicano un valore aggiunto tra il 16,6 e 17,7% del pil, circa 230-245 miliardi non dichiarati". La denuncia è di Padoa-Schioppa che parla "negli ultimi due anni di una crescita del sommerso di mezzo punto di pil, pari a 7 punti di pil di mancate entrate, 100 miliardi l’anno: se scomparisse l’evasione, l’italia cambierebbe molto". Sommerso in tutto il Paese, secondo il ministro dell'Economia: "Se prendiamo a riferimento i Paesi Ocse, l’Italia - chiarisce - ha un sommerso del 69% più elevato. Diversamente da quanto alcuni ritengono - ha quindi osservato Padoa-Schioppa - l’evasione si spalma si tutto il territorio nazionale. I dati del sommerso relativi a Campania e Lombardia sono simili a quelli di Napoli e Torino. Tanto nel Nord Italia come nel Sud l’evasione è più forte dove i redditi sono maggiori".