Padova: "Affittasi camera a studenti purché non siano della Lega Nord"

Il cartello è comparso su un muro nei pressi della facoltà di Lettere Il Carroccio non la prende bene: &quot;All’università clima di violenza&quot;<br />

Padova - Nella città del Santo non vogliono avere a che fare col diavolo. Forse c’entra il fatto che Padova sia una delle poche città venete guidate dal centrosinistra, ma da queste parti c’è più di qualcuno che ha identificato il demonio con la Lega Nord. Tra questi ci sono di sicuro quei tre studenti universitari che, in pieno centro, hanno affisso un banale cartello «Affittasi stanza» con una piccola, inequivocabile, condizione: «No Lega».

No Lega? In pieno Veneto? A pochi mesi dall’elezione, più certa che probabile, di un governatore veneto leghista doc come Luca Zaia? Così va il mondo: No Lega, seguito da tre punti esclamativi, casomai qualcuno nutrisse dei dubbi. Poco distante dalla facoltà di Lettere e filosofia, il cartello fa la sua figura: «Affittasi subito stanza singola in appartamento misto vicino al centro (via Vergerio). Internet, telefono, tv, lavatrice, lavastoviglie, parchetto sotto casa, cucina abitabile, lungo balcone, 4 stanze singole, 2 bagni, posto bici. Contratto singolo per studenti, benissimo anche Erasmus. Euro 282 tutto compreso». Firmato Chiara, Mattia, Alice.

La cronaca spicciola si diverte a invertire i fattori. Sì, perché un tempo i razzisti erano i settentrionali, o comunque quelli che, nel periodo degli emigranti che andavano a lavorare alla Fiat a Torino o all’Alfa Romeo a Milano, appendevano i cartelli «Non si affitta ai meridionali» sulle porte dei palazzi. Oppure, senza andare troppo lontano, basta sostituire la parola «meridionali» con «immigrati» (o stranieri, o extracomunitari) e l’accusa di razzismo all'Italia nella sua interezza è già pronta e verbalizzata in qualche Procura.

E adesso che i razzisti sono i «buoni», come la mettiamo? I leghisti, che a Padova non sono pochissimi, non l’hanno presa bene. Vedersi preferiti anche gli studenti Erasmus, provenienti da chissà quale sperduto angolo d’Europa, è un affronto che non si può tollerare. Al Gazzettino uno degli autori del misfatto ha cercato di ammorbidire i toni. «È una provocazione - ha sorriso - e poi qui da noi abitano due pugliesi, non volevamo correre il rischio di incomprensioni».

Fora i leghisti dal Veneto, insomma. Un atteggiamento che l’europarlamentare della Lega Nord, Mara Bizzotto, ha condannato con fermezza. «Gli autori di quell'annuncio dovrebbero vergognarsi, sono loro i veri razzisti che vorrebbero una caccia al leghista. Un comportamento da fascisti rossi, alimentato dal brodo di cultura di una certa sinistra, offende, discrimina e umilia il 30% del popolo Veneto che vota Lega». E che non sa come fare a trovare una stanza, a prezzo modico, in centro a Padova.