«Via Padova non è fuori controllo»

Dopo i disordini e la paura, arrivano le manette. E, all’arresto di giovedì del 31enne falegname dominicano Guerrero Herrera - considerato l’omicida di Ahmed Abdel Aziz El Sayed, l’egiziano di 19 anni accoltellato sabato scorso in via Padova - ieri si sono aggiunti i fermi di altri due ragazzi sudamericani di 19 e 18 anni. Anch’essi dominicani, regolari e, come Guerrero, praticamente incensurati, questi due giovani hanno confermato le ipotesi degli investigatori della squadra mobile: l’omicidio è avvenuto per motivi molto futili (un piede pestato sull’autobus), ragioni che nulla hanno a che vedere con il razzismo, le lotte tra etnie e, tanto meno, con le dispute delle pandilla, cioè le bande giovanili di origine sudamericana. Il gruppo di latinos arrestati, pur avendo gravitato in passato tra le file della banda dei Trinitarios (affiliati dei Chicago), sabato scorso si trovavano in via Padova per caso, diretti a una festa in un locale. Nessuno dei tre abita nel quartiere e addirittura uno di loro ha insistito nel dire che in quella zona non ci era mai venuto prima. Il questore sostiene che il delitto sarebbe potuto accadere in qualsiasi zona: «Via Padova non è fuori controllo».
Adesso si cercano altri due complici, ma le responsabilità principali dell’omicidio e dei ferimenti avvenuti in via Padova la polizia li attribuisce a quello che il questore Vincenzo Indolfi ha definito ieri mattina il «gruppetto di fuoco» dei tre dominicani.