Padova, presi due Br "pronti a colpire" Incastrati dal "postino" pentito

E' stato Rossin, ex postino delle nuove Br in carcere da febbraio, a fare i nomi di Tonello e Simonetto, i presunti brigatisti arrestati la scorsa notte a Padova

Padova - E' stato Valentino Rossin, ex postino delle nuove Br, a fare i nomi di Andrea Tonello e Giampietro Simonetto. Le dichiarazioni di Rossin, in carcere dal 12 febbraio scorso, sono state decisive per mettere la Procura di Milano sulle tracce dei due padovani arrestati oggi. Subito dopo il suo arresto, Rossin, ex custode delle armi del gruppo eversivo, aveva chiesto di essere messo in contatto col personale della Digos di Padova in quanto, scrive il gip Guido Salvini nell’ordinanza di custodia cautelare, "era sua intenzione indicare con precisione il luogo di occultamento delle armi seppellite all’interno di un casolare di Arzercavalli (Padova)". Da quel momento in avanti, fino all’ultimo interrogatorio davanti al pm Ilda Boccassini avvenuto il 25 maggio, Rossin "regalò informazioni preziose agli investigatori sull’organizzazione della nuove Br. Le confessioni di Rossin, osserva il gip, sono state "a volte faticose" perché, come egli stesso ha affermato in un interrogatorio, per lui "non è stato facile troncare col passato".

Pronti a colpire "Tenevano il colpo in canna ed erano disposti ad affrontare un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine" Andrea Tonello, 52 anni, e Giampietro Simonetto, 19, i due presunti brigatisti arrestati la scorsa notte a Padova, nel corso di un'operazione antiterrorismo coordinata dalla polizia di stato. Che ha perquisito anche alcune abitazioni. Si legge questo nell'ordinanza di custodia cautelare del gip di Milano Guido Salvini. I due sono accusati di appartenere alle Brigate rosse. Pare che gli arrestati si conoscano, ma non si frequentino. Il blitz è stato realizzato dalla Digos di Milano e Padova. I reati contestati sono associazione sovversiva e banda armata. L’operazione antiterrorismo trae origine dall’inchiesta "Tramonto", coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Milano Ilda Boccassini, che il 12 febbraio 2007 ha portato all’arresto di 15 militanti appartenenti al "partito comunista politico militare". Aumenta la sorveglianza sul sindaco di Padova, Flavio Zanonato, possibile vittima dei brigatisti.

Le accuse Secondo quanto riferisce la questura, Andrea Tonello "viene ritenuto il primo custode delle armi del gruppo e avrebbe personalmente organizzato il passaggio di consegne a favore di Valentino Rossin, altro militante arrestato il 12 febbraio". Il nome di Tonello era già emerso nel corso delle indagini per aver fornito ospitalità a Claudio Latino e Bruno Ghirardi (ex appartenente ai Colp, Comunisti organizzati per la liberazione del proletariato), due degli arrestati di febbraio. Per quanto riguarda Simonetto, imputato in concorso con altri del reato di banda armata ed associazione sovversiva, aggravata della finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, "è accusato di aver acquistato, per conto del sodalizio, munizionamento calibro 9 rendendosi disponibile ad eseguire operazioni di ricarica di altri proiettili".

Concorso esterno in associazione eversiva Il giudice valuta come "concorso esterno" nell’associazione eversiva l'apporto fornito dai padovani Andrea Tonello e Giampietro Simonetto alle nuove Br. Anche se, scrive nell’ordinanza, i due "ben al corrente di ciò che si muoveva all’interno dell’area antagonista padovana in ragione della loro convinta militanza politica non potevano non rappresentarsi che armi e munizioni, spostate e acquisite, servissero ad un’associazione di stampo eversivo in via di riorganizzazione". Pur non essendo stabilmente inseriti nella struttura organizzativa, fa notare il gip, "i due hanno comunque dato un contributo, non certo occasionale, in un settore importante per la vita del gruppo come quello del mantenimento della dotazione logistica". Tutto ciò nella consapevolezza di quanto fosse utile per il PCP-M la loro attività.

Gli arrestati Giampietro Simonetto, studente incensurato, svolge lavori saltuari. E' stato uno degli organizzatori del collettivo giovanile Fuser, di ispirazione marxista-guevarista, formatosi a Cittadella nel 2005. Mentre l'altro arrestato, Andrea Tonello aveva già visto perquisire la sua casa nel corso dell'operazione "Tramonto". Ora è accusato di aver trasportato le armi del gruppo e di aver fornito supporto logistico per un’azione di autofinanziamento del "partito comunista politico militare". Sono molti i precedenti penali di Tonello, impiegato di base presso l’Aps (azienda Padova servizi)-ramo gas: associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico, reati contro l’ordine pubblico, oltraggio, resistenza e violenza. Ma anche reati contro il patrimonio, contro la persona, porto abusivo e detenzione di armi, lesioni e violenza privata.

Uno degli arrestati era iscritto alla Cisl Spunta anche la Cisl come sindacato di riferimento per uno dei neobrigatisti arrestati. Andrea Tonello, uno dei due arrestati a Padova, era infatti iscritto alla Cisl. "Tonello è stato già sospeso stamattina, quando gli inquirenti hanno confermato il suo arresto", ha detto il segretario provinciale della Cisl, Giovanni Faverin. "È il primo caso di un iscritto alla Cisl - ha aggiunto Faverin -. In provincia il nostro sindacato ha in tutto più di 90mila iscritti, nelle diverse categorie".

"Armi ereditate dalla colonna milanese" Quanto emerge dalla seconda fase delle indagini, per quanto riguarda la provenienza delle armi, aggrava la pericolosità del gruppo. Il gip di Milano, Guido Salvini, nell'ordinanza di custodia cautelare spiega: "Due delle armi sono addirittura 'ereditate' dalla vecchia colonna milanese delle Br. In termini di più lontana datazione nel tempo della dotazione logistica e in termini di numero maggiore dei soggetti che ruotavano intorno a responsabili di cellula come Latino e Bortolato, questo aggrava il giudizio di pericolosità del gruppo colpito dagli arresti del febbraio 2007 che non può definirsi un gruppo neonato e velleitario, ma piuttosto aveva ricostruito nel tempo e metodicamente la propria struttura politico-eversiva. Era giunto ad un grado di maturazione e di radicamento ormai abbastanza elevato, ed era ormai certamente in grado di passare alla realizzazione del suo progetto eversivo vero e proprio".

Collegamenti con il 2002 Per spiegare consistenza e ramificazione del gruppo di cui fanno parte gli arrestati di oggi e quelli del febbraio scorso, il gip Salvini cita, tra l’altro, un foglietto manoscritto in inchiostro rosso. Si tratta di un elenco della dotazione logistica trovata durante le perquisizioni e i sequestri dello scorso febbraio a casa di uno degli arrestati di allora, il padovano Valentino Rossin. Era stato scritto da Claudio Latino e ritrovato nella sua abitazione nel luglio 2002, quando ci furono le perquisizioni a moltissimi esponenti di area dopo l’omicidio del professor Marco Biagi. Sebbene Latino, insieme al gruppo delle nuove Br a cui appartiene, non c’entri nulla con l’omicidio Biagi, il giudice rileva "la piena corrispondenza tra il materiale rinvenuto" durante i sequestri del febbraio 2007 e "quanto indicato da Latino nella lista". Il Gip ha sottolineato che "tale corrispondenza conferma in modo inequivocabile che il gruppo di cui egli faceva parte disponeva di una ricca dotazione già da un periodo precedente a tale data". L’elenco comprende timbri vari, cartucce calibro 7,65 Browning, quattro fondine, una parrucca e altro.