Padova, sgomberato il centro sociale Gramigna

L’edificio, una volta sede di una scuola, era stato occupato dagli antagonisti nel 2001. Il centro sociale era stato frequentato da personaggi finiti nelle inchieste sulle nuove Br

Padova - Con un blitz all’alba, il Comune di Padova, coadiuvato dalle forze dell’ordine, si è riappropriato dello stabile pubblico occupato dal 2001 dal centro popolare "Gramigna". Il "Cpo Gramigna" è noto per essere stato frequentato in questi anni da numerosi personaggi coinvolti poi nelle inchieste sulle nuove Br. L’edificio, in via Retrone, nella zona di Monta, era una volta sede di una scuola pubblica. Era stato occupato dai giovani del movimento antagonista nel 2001. Stamani lo stabile era vuoto, e le operazioni di riappropriazione da parte del Comune sono avvenute senza difficoltà. Sul posto, per motivi di sicurezza, sono giunti comunque uomini di polizia e carabinieri. Recentemente il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, aveva presentato una denuncia alla magistratura per chiedere che la sede del Gramigna potesse tornare in mano pubblica.

La protesta degli antagonisti Una quindicina di giovani appartenenti alla "Cpo Gramigna" hanno inscenato una manifestazione di protesta poco distante dalla sede del centro popolare sgomberato stamane a Padova dal comune e dalle forze dell’ordine. I manifestanti hanno affisso ai lati di una trafficata rotonda stradale, nella zone di Padova Ovest, due striscioni nei quali sta scritto, tra l’altro: "Zanonato usa le ruspe per restituire gli stabili alla città. Apriamo spazi di libertà". In un altro manifesto i giovani affermano che "l’ennesimo sgombero del Gramigna in 20 anni di lotte non fermerà la sua resistenza". I ragazzi del Gramigna, che avevano in gran parte già liberato dei propri oggetti e degli impianti lo stabile occupato, presagendone l’imminente sgombero, hanno annunciato per domani mattina un presidio nel centro città.