Padre Bossi: «Islam, non buttiamo legna sul fuoco»

Oggi il missionario celebra Messa a Castelletto: «Sto ancora pregando per i miei rapitori»

Con un sorriso timido stampato sul volto, padre Bossi è sceso alle 17.40 dal furgone noleggiato a Roma e che lo ha riportato ad Abbiategrasso, la città dove è nato e cresciuto: nel giorno più bello l'auto di famiglia si è rotta, ed è rimasta dal meccanico nella capitale. I primi passi del sacerdote tradiscono lo stress del lungo viaggio: si piega sulle gambe, fa stretching. Poi si rialza e si guarda attorno: «Sto bene, sto bene...è una grande emozione tornare a casa». Il «gigante buono» indossa pantaloni casual, una polo bianca ricamata e dei vistosi infradito: come a Payao, nel suo stile semplice che tanto lo ha fatto apprezzare dalla popolazione locale. In una intervista a radio Vaticana ha ricordato la sua prigionia e i suoi carcerieri, senza rancore: «Ho pregato per loro, sto ancora pregando per loro. No, non ho mai avuto timore di essere ucciso. Siamo di fedi diverse ma ci si può confrontare. Anche con l’Islam si può trovare il modo per parlare non bisogna buttare legna sul fuoco». Sorridono la nipote Eleonora, 20 anni, la sua sorellina, e i loro genitori Pinuccia ed Enrico. Siamo nel parcheggio dell'ospedale Cantù, prima tappa del viaggio di ritorno: «Andiamo a trovare Ester - ha fatto sapere il missionario - una nostra cugina che è qui ricoverata, e che ha 80 anni». Poi tutti a casa. Dalla mamma Amalia, che ha compiuto 87 anni proprio il giorno della sua liberazione e che ha inconsapevolmente ricevuto i suoi auguri dalla camionetta dell'esercito filippino che lo riportava a Zamboanga. Niente feste particolari: a casa della madre i familiari hanno organizzato una cena a sorpresa, a base di prodotti tipici della Romania. Cucina la badante della madre, Daniela. Finalmente qualcosa di sostanzioso per padre Bossi, che da quando è arrivato in Italia si è «imbottito di caffè tripla dose». Oggi alle 10.30 celebrerà la santa messa a Castelletto: «Tutta la comunità lo sta aspettando...» ha annunciato il parroco di Sant’Antonio Abate don Rinaldo Gipponi.