Padre Bossi: "Temo sequestri di altri missionari"

Il "gigante buono" di Abbiategrasso avverte del pericolo che si corre nelle Filippine, dove però lui ha intenzione di tornare presto. Agli inizi di settembre il sacerdote del Pime parteciperà all'incontro del Papa con i giovani a Loreto, dove racconterà la sua esperienza

Città del Vaticano - "Altri missionari stranieri potrebbero cadere nella rete dei sequestratori nel Mindanao, a meno che non vengano prese drastiche contromisure". Padre Bossi confessa i suoi timori, pochi giorni dopo la fine della sua prigionia. Secondo il gigante buono di Abbiategrasso, "i rapitori puntano sugli stranieri nella speranza di ottenere un riscatto con il quale finanziare le attività illegali", anche se poi ammette di credere "alle parole dei rapitori, i quali hanno giurato che non verrà sequestrato di nuovo anche nel caso di un ritorno nella parrocchia di origine, a Payao".

Il ritorno nelle Filippine Nonostante avverta gli altri missionari a prestare attenzione perché l'allarme sequestro non è ancora finito, padre Giancarlo Bossi tornerà presto nelle Filippine: "Amo il popolo filippino e continuerà a servirlo, oggi ancora di più dopo le dimostrazioni di affetto e preghiera durante i giorni trascorsi nelle mani dei rapitori".

Con il Papa a Loreto Tornerà nelle Filippine, quindi, ma troverà anche il tempo per partecipare l'1 e il 2 settembre al grande incontro di Benedetto XVI con i giovani all'Agorà di Loreto. Per il missionario del Pime sarà l'occasione di salutare di persona il Papa, che ha pregato molto per lui durante la sua progionia. "Condividerò ogni singolo pensiero che verrà dal cuore: per me sarà un piacere raccontare l’esperienza di missione nelle Filippine davanti a una platea di giovani, oltre al grandissimo onore di poter salutare personalmente Benedetto XVI".

Una fede rinsaldata dal sequestro Padre Bossi racconterà la sua esperienza di fede davanti ai giovani italiani durante la due giorni nelle Marche. In una nota, monsignor Betori aveva sottolineato che "la sua coraggiosa esperienza di missionario potrà far breccia nel cuore di tantissimi giovani alla ricerca di chi, come padre Bossi, fa del Vangelo la ragione della propria vita e la radice della propria speranza in mezzo agli altri". "Proprio l’esperienza del sequestro, della prigionia - scrive oggi l’agenzia del Pime - ha reso ancora più salda la fede del missionario, che racconta di aver pregato con i rapitori e di aver intavolato quotidiane discussioni per capire chi fossimo, per conoscere le differenti posizioni, per scoprire se nel profondo del cuore fossimo felici".