Il padre di Eluana: "Natura violentata" Bagnasco: "La legge non può fermare la vita"

Da Sidney il presidente della Cei condanna la sentenza del tribunale di Milano che ha concesso a Beppino Englaro di staccare le macchine che alimentano e idratano la figlia: "Una vita non può essere consumata per una sentenza". La replica del padre: "La natura riprenda il suo corso"

Sidney - "Non possiamo tacere la nostra preoccupazione se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per una sentenza". Lo ha detto il presidente dei vescovi italiani Angelo Bagnasco interpellato sul caso Eluana durante una conferenza stampa a Sydney nell’ambito della Giornata mondiale della gioventù.

La condanna della sentenza "Da una parte - ha osservato il cardinale Bagnasco rispondendo a una domanda sul caso di Eluana Englaro - sono doverosi sentimenti di partecipazione al dolore, di rispetto per una situazione di grandissima sofferenza. Ma - ha aggiunto - non possiamo tacere che si tratta di un momento delicato, difficile, drammatico: se si dovesse procedere a una consumazione di una vita per sentenza. Togliere idratazione e nutrimento nel caso specifico è come togliere da mangiare e da bere a una persona che ne ha bisogno, come ne ha bisogno ognuno di noi". Si tratta dunque, ha concluso di un "momento di forte preoccupazione, che deve far preoccupare e riflettere seriamente tutti noi e tutte le persone di buona volonta".

La replica del padre "Qui non si tratta di una consumazione di una vita, ma di fare in modo che la natura riprenda il suo corso che è stato interrotto". Così risponde al cardinale Angelo Bagnasco, Beppino Englaro, il papà di Eluana. Papà Beppino Englaro, precisando di non voler entrare in polemica con la Chiesa, spiega che "il corso della natura è stato interrotto dai protocolli rianimativi che hanno portato Eluana allo stato vegetativo permanente. Questa è una condizione innaturale", ha aggiunto, ricordando ancora una volta la volontà che sua figlia aveva espresso ben prima del grave incidente di 16 anni fa. "Io non voglio insegnare niente a Bagnasco - ha precisato papà Beppino - perché come tutte le persone ha il diritto di esprimere la propria posizione che, in questo caso, ricalca il magistero della Chiesa. Ci mancherebbe altro". Il papà di Eluana a questo proposito ha voluto di nuovo ribadire che i giudici lo hanno autorizzato, in qualità di tutore, a sospendere l’alimentazione e l’idratazione artificiali che tengono in vita sua figlia, "in modo che la vicenda clinica di Eluana riprenda il suo corso. È la volontà di Eluana. Questa situazione - ha continuato - è stata creata clinicamente e se ne deve uscire clinicamente secondo protocolli che rispettino la persona umana". Beppino Englaro ha sottolineato ancora che "nella situazione che si è venuta a creare la cosa più naturale è quella di lasciarla morire, e quindi di sospendere i sostegni vitali perché lei si era espressa in questo senso".