Padre Lombardi: "Atti di xenofobia inaccettabili per i cristiani"

Il direttore della sala stampa del Vaticano condanna i recenti atti
di violenza xenofoba e di razzismo: "Non sono accettabili da un punto di vista morale e
cristiano e suscitano la preoccupazione dei responsabili religiosi"

Città del Vaticano - I recenti atti di violenza xenofoba e di razzismo "non sono accettabili da un punto di vista morale e cristiano e suscitano la preoccupazione dei responsabili religiosi". È quanto dichiara padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, commentando gli episodi di intolleranza contro romeni e zingari verificatisi negli ultimi giorni in seguito alla tragica e barbara morte di Giovanna Reggiani. "La Chiesa è per un’accoglienza serena e non si può criminalizzare tutto un popolo" ha inoltre spiegato padre Lombardi in merito al dibattito che si è aperto sul fenomeno migratorio e sulla convivenza con i Rom.

"La Chiesa - ha spiegato padre Lombardi - è sempre per il dialogo e l’accoglienza serena anche per chi è più in difficoltà". Quanto alle aggressioni "di per sé si tratta di reazioni comprensibili psicologicamente, ma non accettabili da un punto di vista morale e cristiano. Tutto ciò suscita la preoccupazione in tutti i responsabili religiosi cristiani". Bisogna certo tenere insieme, ha aggiunto padre Lombardi, sicurezza e accoglienza tuttavia è necessario tenere presente che quando si affrontano questi problemi se pure c’è chi commette dei reati "la grande maggioranza degli appartenenti a un popolo è onesta e va rispettata nella sua dignità".

E sul rapporto fra la Chiesa e i Rom il direttore della Sala stampa vaticana ricorda che "esiste da molto tempo una pastorale che si rivolge agli zingari, io stesso a Torino tanti anni fa aiutavo il sacerdote che si occupava di loro. È un tipo di pastorale che richiede un’attenzione specifica perchè si tratta di un gruppo con caratteristiche etniche e storiche particolari". "Spesso gli zingari - spiega ancora padre Lombardi - sono oggetto di pregiudizi causati da un immaginario negativo legato all’idea che vivano di espedienti o al di fuori della legalità ; è invece giusto conoscerli effettivamente con un approccio attento e rispettoso alla cultura dell’altro".