Padre Lombardi: pellicola fuorviante

«La vita nel noviziato dei gesuiti non ha niente a che vedere con quella rappresentata dal film». Il direttore della sala stampa della Santa sede, padre Federico Lombardi, in un’intervista del settimanale Panorama, critica il film di Saverio Costanzo. Il «portavoce del Papa», già provinciale dei gesuiti per l'Italia spiega: «La pellicola prende le mosse da problemi veri di ricerca sincera di fronte al vuoto di valori e di riferimenti spirituali di molte persone di oggi, in particolare giovani, ma li inserisce in un quadro che non è il loro, cioè un noviziato religioso, descritto in un modo assolutamente alterato». «Penso che il film manifesti la sua dipendenza dal romanzo di Furio Monicelli, Lacrime impure, a cui si è ispirato. Il noviziato non è solo molto diverso oggi da quello descritto nel libro perché sono passati cinquant`anni da allora, ma anche perché ne viene data una descrizione assolutamente parziale e negativa. Non è reale una totale freddezza e chiusura al rapporto umano del noviziato così come viene descritta dal film». E il bacio tra il novizio e il superiore? «Il regista - risponde padre Lombardi - ha spiegato che si tratta di una citazione dai Fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij, con il bacio di Cristo al Grande inquisitore. Da questo punto di vista non mi ha affatto scandalizzato».