Padre padrone Da dieci anni abusava delle figlie

Tivoli (Roma)«Ci ha violentato per dieci anni». Così due sorelle di 17 e 18 anni hanno iniziato il racconto del loro inferno domestico ai carabinieri di Tivoli: il loro diavolo personale era il papà, che quando avevano rispettivamente 7 e 8 anni ha iniziato a riservare loro attenzioni del tutto particolari e non desiderate. Abusi e violenze che si sono protratti per ben dieci anni. Fin quando le due ragazze, circa un mese fa, non hanno trovato chissà dove il coraggio di raccontare il loro incubo alla madre, e quindi di denunciare ai militari il padre-padrone che le aveva completamente soggiogate: un operaio di 40 anni che è stato arrestato. Teatro della vicenda, un normalissimo appartamento della sterminata periferia Est della capitale. Una casa che per le due bambine poi adolescenti poi ragazze si trasformava regolarmente in una prigione non appena la madre usciva e loro rimanevano con il padre. E per fortuna che la donna, 39 anni, casalinga, non varcava molto spesso quella porta. Una situazione limite, che però è andata avanti così a lungo senza che nessuno, oltre ai tre protagonisti della vicenza, si accorgesse di nulla: nemmeno la stessa madre, che non aveva saputo leggere il dolore e la paura delle sue due figlie. Asservita forse anche lei alla personalità di un uomo che tutti temevano: descritto come severo, austero, inflessibile. Non un violento, in apparenza, ma certo una personalità ingombrante. Che vietava quasi tutto alle figlie, minacciandole in continuazione. Eppure tutto era cominciato come un gioco, hanno confessato ai carabinieri della compagnia di Tivoli le due ragazze: un gioco con regole che le due bimbe non potevano conoscere. Da lì la discesa agli inferi, le minacce, la paura, un abisso apparentemente senza uscita. Fino a quando non è uscito fuori quel coraggio fino ad allora impensabile. Quando i militari sono arrivati nell’abitazione per arrestare l’uomo, questi stava preparando la valigia, probabilmente avendo capito che il muro di omertà che era riuscito a costruire per dieci anni stava crollando e intravedendo nella fuga l’unica possibilità di evitare la vergogna e le manette. L’operaio è stato sottoposto a fermo che il Gip del Tribunale di Roma ha convalidato, confermando la custodia cautelare in carcere a Rebibbia. E le due ragazze sono rimaste con la propria madre nella loro abitazione alla periferia di Roma. Per loro un futuro di libertà e di psicologi.