Il Padre della Patria?

La Turchia è sotto choc. E non potrebbe essere altrimenti, visto che il motivo di tanto sconvolgimento è un film che cambia radicalmente l’immagine di Mustafa Kemal Atatürk, il Padre della Patria, che 85 anni fa fondò la Turchia moderna e che è stato l’autore di riforme che hanno cambiato profondamente il Paese, rendendolo laico e dando il diritto di voto alle donne. Per l’importanza della sua azione politica, Atatürk è ancora oggi oggetto di venerazione dal popolo turco, tanto che chi ne offende la memoria può anche rischiare di finire davanti a un giudice.
Secondo molti il prossimo potrebbe essere Can Dundar, uno dei più autorevoli giornalisti del Paese, editorialista del quotidiano Milliyet, di orientamento liberale, che rischia di passare guai per la sua ultima fatica cinematografica, ossia il film-documentario «Mustafa», dedicato proprio alla vita del fondatore dello Stato.
Nel film lo statista è ritratto in maniera molto diversa rispetto a quella presentata dai libri scolastici e dalla storia ufficiale: più attento ai piaceri della vita terrena che al futuro della Turchia moderna. Il ritratto è quello di un gran bevitore (ogni giorno una bottiglia di raki, il tipico liquore rurco), fumatore incallito, con una debolezza quasi compulsiva verso il sesso femminile. Infine, ciliegina sulla torta, la sua morte è dipinta come la fine di un uomo in preda a manie di persecuzione, con il terrore di venire dimenticato dopo la sua morte.
In realtà nel Paese tutti sanno che Atatürk è morto di cirrosi epatica e se si osservano le foto del Padre della Patria lo si nota spesso, elegantissimo, con sigarette in mano e circondato da belle donne. A rimarcare che il grande statista amasse particolarmente la compagnia femminile c’è il fatto che fu sposato solo una volta e per brevissimo tempo e che poi la sua vita sentimentale è stata avvolta nel mistero. Fino a questo momento. Il film di Dundar svela infatti una serie di altarini che una parte di Turchia avrebbe preferito tenere nascosta.
La polemica è aspra anche se la maggior parte delle persone che hanno visto il film fino a questo momento lo hanno in maggioranza gradito. Contro Dundar, però, ci sono tutte le forze laiche del Paese. «Questo film racconta un Atatürk che non esiste - ha detto Deniz Baykal, segretario del Chp, il Partito repubblicano del Popolo fondato proprio dal Padre della Patria - lo hanno ritratto come debole, dedito all’alcol, alla perenne ricerca di donne. È inammissibile».
Alcuni quotidiani, come Yeni Cag e Vatan, hanno chiesto di non andare a vedere il film e di convincere la gente a non recarsi al cinema. «Hanno preso un leader che ha condotto il suo popolo e ha cambiato la storia - si legge sul quotidiano Yeni Cag - e lo hanno trasformato in un ubriacone pervertito. Si accetterebbe un ritratto del genere di Churchill per esempio?».
Non mancano le ipotesi da complotto internazionale. Alcuni gruppi ultranazionalisti hanno sostenuto infatti che il film farebbe parte di un complotto, spalleggiato dall’Occidente per indebolire l’esercito, fiero difensore della laicità dello Stato fondato da Atatürk, in favore di un’islamizzazione del Paese.
Molti insegnanti hanno rinunciato a fare vedere il film ai loro studenti, soprattutto nelle scuole elementari, perché la figura proposta dalla pellicola si distanzia in modo troppo netto dallo statista valoroso e dedito alla fondazione del nuovo Stato e potrebbe disorientarli.