Il padre a Perugia: "Non ci posso credere"

John Kercher è giunto in Italia. Ha visto il cadavere della figlia all'obitorio e parlato con gli investigatori. "Ringrazio tutti, ma ancora non ci posso credere. E' tutto troppo difficile"

Perugia - John Kercher, il padre della studentessa inglese uccisa, e altri suoi familiari sono arrivati a Perugia. Kercher, un giornalista "free lance" che scrive sulle pagine economiche del "Sunday Mirror", ancora non si è abituato all’amara verità: "È ancora tutto così difficile: penso che mi sto abituando e poi vedo cartoline e fotografie o sento il suo nome e scoppio a piangere di nuovo". La madre, che ha problemi di salute, è devastata ed è rimasta in Inghilterra. " Mez (come la giovane era affettuosamente chiamata in famiglia ndr) proprio non era quel genere di persona: non si sarebbe mai lasciata coinvolgere in qualcosa del genere".

L'appello dei familiari "Era una persona molto sensibile, che voleva sapere come stesse ciascuno di noi ogni giorno e capire se tutto era ok. Stava pensando - riferiscono i familiari - di tornare a casa proprio per questo week end per il compleanno della madre, con la sua valigia piena di cioccolata. Meredith contagiava tutti con la sua personalità, il sorriso e il senso degli humor. Gli elogi che sono stati fatti di lei in questi pochi giorni confermano che era una ragazza speciale e così noi la ricorderemo". "Vogliamo ringraziare tutti - proseguono - per i bei fiori, le parole gentili, la generosità e il sostegno che c’è stato dato in questo difficile momento. Vogliamo anche ringraziare le autorità inglesi e italiane per esserci state vicine. Infine, facciamo appello a chiunque ritenga di poter fornire informazioni utili di contattare la polizia locale per aiutarci a consegnare alla giustizia che ha distrutto così tante vite. Noi abbiamo amato Meredith, l’amiamo ancora e lei farà parte per sempre della nostra famiglia".