Padre Pio, il santo che non piace ai progressisti

Testimonianze e analisi provano che il frate di Pietrelcina non si procurò le stimmate con l’acido fenico

Sul Corriere della Sera di ieri lo storico Alberto Melloni ha criticato il Giornale accusandolo di non aver capito niente del libro di Sergio Luzzatto su Padre Pio, un saggio «rigoroso, travisato dalle letture sensazionalistiche». Melloni ha inoltre accusato questo quotidiano di aver cercato «di indovinare, a partire da una scheda editoriale, il contenuto del libro su Padre Pio».
A che cosa si riferisce il noto cattedratico? Al fatto che il Giornale martedì 23 ottobre ha portato a conoscenza dei suoi lettori, in anteprima, uno dei documenti contenuti nel libro di Luzzatto, la testimonianza agli atti del Sant’Uffizio dalla quale si evince che nel 1919 il frate di Pietrelcina chiese e ottenne dell’acido fenico. Nell’articolo nessuna critica al libro, ma solo una presentazione della storia (già nota), del documento (inedito) e di altre testimonianze e analisi dalle quali si evince, chiaramente, che Padre Pio non si procurò con l’acido quelle stimmate di cui si sentiva indegno. Evidentemente a Melloni e soprattutto al quotidiano su cui scrive non dev’essere piaciuto arrivare dopo il Giornale. E si spiega così la lezioncina di storia e di giornalismo che il professore ci fa dalle colonne della «corazzata» di via Solferino.
Peccato però che abbia preso un abbaglio: il nostro quotidiano non ha affatto cercato «di indovinare» il contenuto del libro di Luzzatto dalla scheda editoriale presente sul sito di Einaudi: lì infatti il documento inedito del Sant’Uffizio, da noi riportato, non compariva e non è mai comparso. E che proprio questa fosse una delle novità documentali più rilevanti del saggio, lo dimostra il fatto che lo stesso Corriere della Sera, con un giorno di ritardo, ha puntato proprio su quello la sua «anticipazione» ormai posticipata, titolando, il 24 ottobre: «Padre Pio, ecco il giallo sulle stimmate. Nel 1919 fece acquistare dell’acido fenico, una sostanza adatta per procurarsi le piaghe alle mani. Il libro di Luzzatto apre nuovi dubbi su Padre Pio».
Né quel giorno, né nei due giorni successivi, in nessuna delle «lenzuolate» del Corriere dedicate al lancio del volume si è accennato al fatto che la notizia era stata data per prima da queste colonne. Ma accusare noi di voler fare sensazionalismo, dopo aver strillato in grande evidenza la vicenda dell’acido fenico e dopo aver titolato (25 ottobre), «Padre Pio, un immenso inganno», usando le parole di Giovanni XXIII e i suoi dubbi su presunti «filmini» che accuserebbero il frate cappuccino di immoralità, senza dire che in realtà quei «filmini» erano registrazioni audio e il presunto bacio che ne emergeva era stato dato da una pia donna alla mano del futuro santo, pare un tantino troppo. Chi ha fatto, dunque, del sensazionalismo? Al lettore la risposta.
Da parte nostra faremo comunque tesoro della lezione del professor Melloni, ricordando che si tratta dello stesso storico il quale, nel dicembre 2004, accusò da quelle stesse colonne Pio XII di non voler restituire ai genitori i bambini ebrei battezzati sulla base di un documento risultato poi monco. Trattandosi, allora come ora, di questioni legate alla Chiesa, verrebbe da dire: da che pulpito...