Il padre di Raimondi: «Tagliategli la testa»

Calogero Raimondi è il padre di uno dei due assassini. È un uomo ancora giovane, ora sposato - dopo il fallimento del primo matrimonio - con una donna di origini greche. Vive a Sorbolo Levante, appena oltre l'Enza, dove comincia la provincia di Reggio. Anche per lui, sono giornate terribili. L'assedio della stampa, ma soprattutto le occhiate dei vicini e una reputazione da difendere. Ormai è ai limiti della sopportazione. Tanto da pronunciare parole di fuoco contro il figlio, che dopo l'epilogo del rapimento riesce solo a definire «quello». Fermandosi sull'uscio di casa, così scandisce le parole: «Non si fanno certe cose a un bambino. A quello, se ci tagliano la testa, mi fanno un favore. Lo voglio morto». Il tono è esasperato. Non ne può più del clamore che ha improvvisamente travolto la sua vita. «Io ho tre figli dal vecchio matrimonio, ma non li vedo più. Non voglio saperne nulla. Non posso sapere che cosa combina in giro, quello». Pensa al suo presente, tutta un’altra vita: «Ho due pizzerie a Parma, questa storia mi sta rovinando. Non so come fare per proteggere la mia nuova famiglia: ho moglie e un altro bambino. Cosa devo dire, ancora? Posso solo unirmi al dolore degli Onofri. E spero finalmente di poter campare in pace».