Il paesaggio di Alcantara che arriva dal futuro

Non divani, borse o accessori. Chi viene a visitare in questi giorni l’installazione di Alcantara allestita a Superstudio Più di via Tortona 37, a Milano, nell’ambito del Fuorisalone 2012, non si stupisca. È chiaro il messaggio che l’azienda che produce il famoso materiale vuole trasmettere al pubblico. «Alcantara - sottolinea Andrea Boragno, presidente e amministratore delegato della società - ha il rispetto dell’ambiente, del lavoro e della società nel suo Dna fin dalla nascita. Gli impegni legati a questa filosofia sono stati ulteriormente accelerati dopo la crisi del 2008 e 2009, anno in cui abbiamo ottenuto la certificazione di azienda Carbon Neutral. Tutta la nostra produzione, che ha luogo in Italia, utilizza energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili».
L’allestimento Alcantara al Fuorisalone, «The Future Landscape», progettato da Giulio Cappellini, art director del marchio, comunica contemporaneamente i valori di estetica, funzionalità, sensorialità del materiale e quelli etici della società, «tra le eccellenze del made in Italy», ci tiene a precisare Boragno. La modalità di comunicazione suggestiva e di alto impatto scelta quest’anno da Alcantara costituisce la principale novità della sua presenza nel contesto della settimana che vede Milano diventare la capitale mondiale del design. E lo si capisce dalla passione con cui Boragno stesso la descrive, sottolineando la decisione di non mettere in mostra oggetti rivestiti, «ma ricreare un paesaggio di colline, prati, fiumi, alberi. E ci siamo rivolti a un videoartista d’avanguardia quale Yuri Ancarani, che trasforma le pareti in superfici colorate e in movimento, creando un effetto suggestivo e molto innovativo».
I lavori di Ancarani, ravennate classe 1972, sono presentati a numerosi Festival di cinema, mostre e Musei nazionali ed internazionali. Molto scalpore, recentemente, ha destato la presentazione, al Guggenheim Museum di New York, di due cortometraggi all’interno di una giornata di «provocazione» organizzata dall’artista Maurizio Cattelan.
Il dialogo costante con le «avanguardie creative» è un’altra peculiarità di Alcantara. «Essere sempre in contatto con le eccellenze mondiali del design e della creatività rientra da sempre nel nostro modo di essere», conferma Boragno. E l’attenzione ai temi dell’ambiente che ruolo ha nell’evoluzione di questo confronto? «Da tre anni a questa parte - continua il presidente e amministratore delegato di Alcantara - non ci stanchiamo di sottolineare l’importanza del rapporto tra design ed ecologia. Diventare Carbon Neutral non è stata una decisione presa per rispettare un obbligo di legge, che non esiste, ma è stata una nostra scelta precisa. Così come quella, che ci connota da quando è nata l'azienda, di essere rispettosi dei lavoratori e della società in cui operiamo».
Già, ma non tutti si comportano così. Soprattutto in alcune regioni del mondo. «Ci sono Paesi - nota Boragno - dove spesso non ci si cura dei diritti dei lavoratori e della tutela dell’ambiente e della società. Certo, anche in quelle parti del pianeta le cose stanno cambiando, ma sarà un’onda lunga che darà i suoi effetti solo negli anni a venire. Credo che la sostenibilità possa essere incorporata come valore del nuovo made in Italy e che ci siano grandi parti del mondo pronte ad apprezzare questo sforzo. I valori etici diventano elementi di vantaggio competitivo».
Giusto, quindi, dargli sempre più spazio nei luoghi in cui aziende, designer e acquirenti di tutto il mondo si riuniscono, come avviene in questi giorni al Salone e al Fuorisalone.