Il paese che chiude perché sotto scacco della violenza rom

«Ora basta, è impensabile andare avanti così. Mi cerco un altro lavoro ma di prendere sberle dagli zingari non ho più voglia». Massimiliano Massa è un ragazzo sulla trentina che di mestiere - fino a qualche giorno fa - faceva il custode di un campo da calcio a Geo, paese ai piedi del Monte Figogna, sulla strada che porta da Genova al Santuario della Madonna della Guardia, a poche centinaia di metri dall’area di Bolzaneto dove sorge il campo nomadi.
Nel piccolo impianto sportivo del paese che sorge nel Comune di Ceranesi, Massa era colui che teneva vivo il campetto, organizzava tornei estivi dove si ritrovavano centinaia di giovani e metteva in ordine spogliatoi e baretto per permettere anche ai ragazzi del posto di poter giocare liberamente finita la scuola. Ma (...)