IL PAESE CHE NON C’È

«Dovremmo avere il coraggio di dire che le tasse sono una cosa bellissima. È un modo civilissimo di contribuire insieme al pagamento di beni indispensabili come la sicurezza, la tutela dell’ambiente, l’insegnamento, la salute, le stesse pensioni...». Non è una predica di Romano Prodi. Non è un diktat di Vincenzo Visco. Sono parole del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa. Conclusione: son tutti della stessa risma.
«Le tasse sono una cosa bellissima». Ma lo sa, ci chiediamo, Tps in che Paese parla? Lo sa, sempre lo stesso Tps, a quali cittadini parla. Perché è diverso andare a vedere una gogna in un museo e dire che è bellissima, dal parlarne a chi l’ha subita o la subisce. Se ne rende conto il ministro?
Gli italiani sarebbero quelli che grazie a questo «modo civilissimo di contribuire insieme» hanno, con questo governo, difficoltà a portare le famiglie in fondo al mese, creare nuove imprese e mantenere quelle che ci sono, creare nuove associazioni di non profit, fare nuovi figli, eccetera eccetera.
L’intero sistema imprenditoriale italiano, quelli che secondo alcuni compagni di banco di Padoa-Schioppa a Palazzo Chigi sono sostanzialmente una banda di evasori e di ladri (soprattutto se sono piccole e medie imprese) ormai ripete da un anno che questa politica fiscale non va bene e non favorisce lo sviluppo del Paese. Non conta, le tasse sono una cosa bellissima. Il mondo delle associazioni, ripete da tempo che occorre una legge che favorisca le donazioni diventando una convenienza per chi dona e non una fonte di ulteriore aggravio fiscale. Non conta, le tasse sono una cosa bellissima. Durante il Family day le famiglie chiesero tante cose ma in cima a tutte la possibilità di detassare alcune cose che dovrebbero essere loro date dallo Stato e che invece si pagano da sole, e poi ci pagano anche sopra le tasse. Ma non importa, le tasse sono una cosa bellissima.
Si ha l’impressione, talora, che Tommaso Padoa-Schioppa sia vicino all’economia reale quanto Josef Ratzinger lo sia nei confronti del relativismo. Zero. Secondo questo governo l’economia dovrebbe procedere in un certo modo, così come loro se la immaginano. Vecchio vizietto delle minoranze illuminate. Tant’è vero che sono riusciti a far diminuire anche il Pil. E non c’è neanche Berlusconi di mezzo questa volta.
Gli italiani non hanno bisogno di sentirsi dire, in questa fase, che le tasse sono una cosa bellissima. Padoa-Schioppa faccia pure. Del resto ognuno ha i suoi gusti. L’unica cosa che ci auguriamo è che abbia il buonsenso, essendo stato nominato presidente di un alto comitato del Fondo monetario internazionale, di non sostenere nei suoi interventi che le tasse sono very beautiful, perché prenderebbero per matto lui e soprattutto il Paese che ce l’ha mandato. E almeno questa brutta figura, se fosse possibile, vorremmo evitarcela. Chiediamo troppo?