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Marta Ottaviani

L’ex presidente Sali Berisha potrebbe guidare nuovamente l’Albania, dopo otto anni. Questa volta però come primo ministro. Un confronto elettorale scandito da un’elevata affluenza alle urne, ma anche da enormi ritardi nelle operazioni di spoglio, che aumentano l’attesa dei risultati definitivi. Secondo le prime proiezioni del voto di domenica, rese note dalla commissione elettorale centrale, il leader del Partito democratico di centrodestra è in vantaggio sullo schieramento di centrosinistra, guidato dall’attuale premier Fatos Nano, leader del Partito socialista.
Se questo dato venisse confermato dallo spoglio definitivo delle schede, si assisterebbe a un singolare avvicendamento. Berisha, infatti, tornerebbe alla guida del Paese, anche se con una carica diversa, impossessandosi nuovamente del timone che otto anni fa gli fu sottratto da Fatos Nano.
Il vantaggio della coalizione di centrodestra è più marcato soprattutto nelle città di Tirana e Durazzo. Rimane solo da capire con quale margine Berisha abbia vinto e se avrà bisogno anche dei voti del centrosinistra per governare. Nonostante il vantaggio del Partito democratico sembra consolidarsi, non si può escludere del tutto un recupero dei socialisti: la differenza fra i due partiti oscilla dall’1 al 18 per cento a seconda delle zone del Paese.
L’affluenza al voto è stata del 56 per cento: si è recato alle urne poco più di un milione e mezzo di elettori. Pur invitando la sua coalizione alla prudenza di rito, Sali Berisha ha dichiarato di essere fiducioso su una probabile vittoria del suo partito e annunciato di avere già messo allo studio alcuni progetti urgenti da avviare nei primi cento giorni di governo.
Il premier uscente, Fatos Nano, che domenica notte aveva annunciato ai giornalisti «la vittoria», come del resto aveva fatto il suo avversario, ha preferito ieri evitare dichiarazioni e restare in attesa di un recupero dell’ultima ora.
L’Osce (l’Organizzazione per la cooperazione e la sicurezza in Europa) che ha monitorato il voto ha fatto sapere che «gli standard internazionali di elezioni democratiche sono stati rispettati solo in parte». Jorgen Grunnet, capo della missione di osservazione, ha reso noto che «sovraffollamento, ritardi, incertezza nell’identificazione degli elettori hanno dato un’impressione di disorganizzazione».
Un giudizio pesante, che arriva a 24 ore dall’uccisione di un commissario di un seggio elettorale a Tirana, avvenuta domenica per mano di un gruppo di uomini.
L'Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, lo spagnolo Javier Solana, ha invitato ieri gli schieramenti politici a «evitare conclusioni premature sull’esito elettorale e ad aspettare i risultati finali». Solana ha auspicato che «tutte le forze democratiche lavorino insieme per garantire la formazione in modo rapido, morbido e democratico di un nuovo governo basato su una chiara e forte agenda di riforme europea».