Paese chiuso in casa per paura dei cinghiali

Hanno molti estimatori quando - ormai innocui - arrivano sulla tavola, meno quando sono ancora vivi e vegeti, e magari hanno superato il ragguardevole peso di un quintale. Sono i cinghiali, che a Torrazza, frazione del comune di Sant'Olcese, hanno ormai preso l'abitudine di presentarsi sulla soglia delle case, e di invadere e creare sconquasso all'interno di orti e giardini. A tal punto che una ventina di residenti, esasperati dalle continue devastazioni, hanno firmato una petizione per scongiurare Provincia e Comune affinché prendano immediati provvedimenti.
Una vera e propria invasione, che di notte costringe i residenti della frazione a uscire di casa armati di pietre e bastoni, e che ha già indotto qualcuno a recintare a proprie spese orto e giardino. Non sono mancati nemmeno gli incidenti stradali, causati dai repentini attraversamenti dei cinghiali (e naturalmente non è previsto alcun risarcimento per chi all’improvviso si vede spuntare sulla strada un «bestione» di oltre cento chili).
Ma a cosa è dovuta questa eccezionale proliferazione di cinghiali, segnalata a Torrazza ma comune anche ad altre zone della Liguria? Qualche residente avanza l’ipotesi che a favorire l’incremento degli esemplari siano proprio i cacciatori, ovvero gli unici che avrebbero tutto l’interesse ad aumentare il numero dei capi da abbattere, per poi poterne rivendere le pregiatissime carni. E che per questo sarebbero disposti a violare la legge che vieta i ripopolamenti. Un’accusa che le associazioni dei cacciatori rispediscono però subito al mittente. (...)