Il Paese delle miss: mille reginette in una sola estate

Nino Materi

Siete un creatore di «eventi», ma non amate le iniziative particolarmente originali? Allora, niente di meglio che organizzare un bel concorso di bellezza. Peccato, però, che la stragrande maggioranza dei concorsi di bellezza siano davvero bruttarelli. Un fenomeno che dà il meglio - anzi, il peggio - di sé nel corso del quadrimestre giugno-luglio-agosto-settembre. Durante questo periodo, infatti - e in attesa del canonico Miss Italia di settembre - sono almeno mille da Nord a Sud i palchi allestiti in città, paesi e frazioni dove ospitare le sgambettanti Veneri d’occasione: un’affollata sagra di forme asimmetriche, come si capisce bene osservando il profluvio di polpacci un po’ troppo muscolosi, di gambe non sempre drittissime e di seni raramente all’altezza della situazione.
Le location più sfruttate sono, ovviamente, quelle delle località vacanziere, con una netta predominanza per le zone balneari. È infatti in riva al mare che si svolgono l’80 per cento delle «selezioni» per le giovanissime Miss che sognano scettro e corona di diamanti. Di diamanti si fa per dire, visto che per lo più gli sponsor di questi concorsi ruspanti sono generalmente parrucchieri pour dames di borgata e centri estetici dalle modeste pretese. Proporzionali a siffatti finanziatori sono pure i premi, che difficilmente vanno al di là di una fornitura di shampoo e bigodini o di un bonus sconto per una seduta sul lettino a raggi Uva. Da «Miss coscia lunga» a «Miss culetto d’oro»; da «Miss décolléte» a «Miss prima miss dell’anno». E della serie, la cultura prima di tutto, ecco pure «Miss università» e «Miss maturità». Fino all’immarcescibile «Miss simpatia» che potrete eleggere tranquillamente in qualsiasi villaggio turistico che si rispetti, ma anche che non si rispetti. Per tutti il tentativo è scimmiottare i concorsi «seri» tipo «Miss Italia», «Miss Muretto» e finanche «Miss Padania».
Tragico capitolo a parte per altre due inossidabili categorie: «Miss cicciona» e «Miss suocera». Anche nel 2005 - e di ciò siamo sinceramente grati agli organizzatori - il titolo è stato assegnato. Cominciamo da «Miss cicciona»: è stata eletta a Forcoli, in provincia di Pisa, nel corso di una indimenticabile serata di gala presentata addirittura da Walter Nudo. In un festival di adipe che ha messo a dura prova la resistenza della passerella, l’ha spuntata una simpatica impiegata che odia le diete almeno quanto le bilance. Avvincente pure la gara per «Miss suocera»: è una novantenne torinese che ha sbaragliato la concorrenza lasciando senza fiato la giuria Vip di Gatteo a mare: «Pensavo che fosse solo un gioco - ha commentato la supersuocera - mi trovo invece davanti alle telecamere e ai fotografi. Un’emozione davvero unica, mai provata prima». Ed è proprio questo il problema: la voglia (dalle più giovani alle più vecchie) di sentirsi, almeno per un giorno, al centro dell’attenzione come se fossero delle sfavillanti «letterine». Non a caso, tra i nuovi concorsi di bellezza di quest’anno, ampio risalto è stato dato dai media all’elezione di «Miss Poste», l’impiegata più carina delle Poste su cui pende però il fondato sospetto di essere una raccomandata.
Ma il caso più clamoroso che dà il senso esatto del tragicomico legato al business dei concorsi di bellezza viene dagli Usa, dove Janet Lee, una trentenne insegnante di matematica di Appleton nel Wisconsin è stata incoronata «Miss sedia a rotelle». Una soddisfazione durata però pochi secondi: al momento della proclamazione, Janet si è infatti alzata dalla sedia cominciando a saltare come un grillo. «È stato un miracolo», ha tentato di giustificarsi la paralitica. La giuria non le ha creduto e le ha tolto la fascia.