«Un Paese diverso», pubblicità d’autore

Venezia. «Cinema, una passione che abbiamo dentro», titola il pieghevole delle Coop. Dopo Peter Falk e Woody Allen, capita a Silvio Soldini di fare pubblicità alla grande catena. Nasce così Un Paese diverso, titolo che più simbolico (politico?) non si può. Accolto nelle «Giornate degli autori», il documentario firmato dal regista di Pane e tulipani in realtà è un mero spot di 54 minuti pagato della Coop. Per dirci quanto sono politicamente corretti, ecologicamente compatibili, gastronomicamente genuini, civilmente premurosi. Un ritratto idilliaco, che scivola sul piano inclinato dell'utopia sociale. Peccato che cozzi un po’, anzi parecchio, con quanto denunciò Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, nel suo documentato Falce e carrello. Infatti trattasi di contromossa, promozione pura. Resta la domanda: alla Mostra, sia pure in posizione defilata, che c’entra?