Il Paese dove sono tutti liberi. Di delinquere

Clandestini, già espulsi, liberi di girare per l’Italia a commettere reati. Un’equazione che trova sempre più conferme. A metterli tutti in fila fanno spavento. La gang di rapinatori kosovari a Brescia, liberata perché un magistrato aveva dimenticato di chiedere il rinvio a giudizio. O l’algerino fermato 21 volte in 5 anni e col foglio di via in tasca che girava libero di stuprare un povero ragazzo disabile a Milano. O la banda del delitto di Capodanno a Lodi: quattro extracomunitari che accoltellano a morte un tabaccaio beccati solo perché avevano cercato di incassare i gratta e vinci rubati. Uno solo era in regola, gli altri clandestini e già espulsi. E poi il caso di Bologna, quello del tunisino che ha brutalizzato una quindicenne: oggi gli ispettori del ministero faranno accertamenti, visto che l’uomo era stato scarcerato un mese fa e poi non era stato espulso per il fallimento delle procedure di identificazione in Tunisia.