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(...) in flagranza di B.S.M. per il reato di violenza sessuale continuata subita dal minore fin da quando aveva tredici anni. Daniele (nome di fantasia) era stato adescato dall'uomo con continue promesse di regali: ricariche telefoniche, carte da gioco giapponesi. Una volta guadagnata la sua fiducia, il pedofilo ha iniziato a portarlo in casa abusando più volte di lui. A mettere sulla pista giusta la polizia, in entrambi i casi, sono state alcune segnalazioni di frequentazioni anomale tra i due minori e i due adulti. È iniziata così un'indagine complessa nella quale è risultato fondamentale l'utilizzo delle intercettazioni ambientali (audio - video) da parte della squadra mobile. Domenica 22 marzo i poliziotti genovesi hanno fatto irruzione nella casa dell'operaio cinquantunenne proprio mentre si apprestava a violentare Daniele. Nell'abitazione dell'uomo la Polizia ha trovato una quantità impressionante di pupazzi, giocattoli, schede telefoniche, figurine: tutto l'arsenale del pedofilo. Sulla scorta delle prime indagini che avevano evidenziato un legame tra le due vittime è stato possibile risalire anche all'altro maniaco, B.G, single e nullafacente. Che è stato pedinato e sottoposto a intercettazioni telefoniche per più di un mese dalle forze dell'ordine fino all'arresto dell’altro pomeriggio in strada, quando ormai non c'erano più dubbi sulla sua condotta criminosa. Il g.i.p ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti per i reati di violenza sessuale, induzione alla prostituzione e stalking. Quest'ultima misura è stata giustificata dal fatto che per molte settimane il pedofilo ha pedinato, inseguito sotto casa, aspettato davanti a scuola la sua vittima, tempestandola di telefonate e di minacce di rivelare la loro "storia" ai genitori. I quali sembra che in tutto questo tempo non si fossero accorti proprio di nulla. «Ma l'indagine non si ferma qui - ha detto ieri il questore di Genova Salvatore Presenti - perché temiamo che ci siano altri minori coinvolti nel giro della prostituzione e della pedofilia».