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(...) certo non può essere accusata di essere entrata in Parlamento sull’onda della ricerca delle miss giovani e carine. Gabriella non è una miss, nè una modella, nè tenta di esserlo.
Ma dalla sua ha la forza del lavoro sul territorio, dell’ascolto dei cittadini, della capacità di battere palmo a palmo le sue zone. In qualche modo, è la forza della vecchia Democrazia cristiana, con i valori più alti e nobili che quel partito ha saputo incarnare. Una forza che si ciba anche di pratiche come le piccole raccomandazioni o la capacità di intercedere per cause personali che, quando non hanno risvolti diversi, certo non sono un peccato. Anzi.
Insomma, in un Parlamento dominato dalle modelle, è bello sapere che c’è un Mo(n)dello - così come Matteo Rosso o Gino Garibaldi in Regione - che si occupa dei tracciati delle stradine della Fontanabuona, che batte piazze e strade di Lavagna per raccontare anche i provvedimenti meno chiari al grande pubblico, che non ha paura di incontrare persone e di consigliare loro la lettura «del nostro Giornale» con quell’aggettivo che fa la differenza e l’anima di un popolo della libertà che è tale indipendentemente dalla maiuscola e dal bollino.