Pagò Austoni, ma lo operò un altro medico

Subito dopo l’anestesia l’urologo sotto inchiesta passò i ferri al collega

La busta e la beffa. Edoardo Austoni, accusato dalla Procura di aver chiesto denaro ai propri pazienti per essere operati in tempi brevi e da lui personalmente, in qualche occasione potrebbe aver disatteso l’«accordo». Un episodio lo racconta ai magistrati un medico della sua équipe, presente con lui in sala operatoria.
«Era un paziente del professore - spiega il teste ai pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano -, ma fui io a operare». Sulla cartella clinica figurava la sigla «Api» («Avvisare per intervento») con cui l’urologo indicava le persone che - stando alle accuse - pagavano il suo interessamento, ma dopo l’anestesia il luminare avrebbe passato i ferri al collega. Il «patto» tra Austoni e la persona ricoverata non viene rispettato. E il caso riferito dal testimone potrebbe non essere l’unico. Tra i verbali raccolti dalla Procura, infatti, un paziente solleva il dubbio. «Il professore mi disse che se avessi voluto farmi operare da lui e in tempi brevi avrei dovuto pagare 4mila euro in contanti, altrimenti non mi avrebbe potuto ricoverare prima del mese di maggio 2007, senza la certezza che mi avrebbe operato lui». Il paziente pagò, ma rimase col sospetto. «Non so se Austoni mi abbia effettivamente operato. Non lo vidi né prima né dopo l’intervento». (...)