Paganini si ripete: asta record per un suo violino

\-Lorenzo Amuso

da Londra

Un magnifico violino, costruito dall'allievo prediletto di Antonio Stradivari e suonato da Niccolò Paganini, è stato venduto all'incanto per 830.000 euro. Un prezzo che fissa un doppio record nella storia delle aste per cimeli musicali, sia perché si tratta della più alta valutazione per una produzione del celebre liutaio cremonese Carlo Bergonzi, di cui sono rimasti solo 50 esemplari al mondo, sia perché nessun altro strumento appartenuto al leggendario violinista italiano aveva mai raggiunto un cifra simile.
Ad aggiudicarsi il prezioso violino, nel corso di un'asta svoltasi a Londra da Sotheby's, è stata la Fondazione dell'Arte del Violino, con sede a Mosca. Maksim Viktorov, presidente della stessa fondazione, ha già annunciato che saranno i vincitori dell'annuale concorso internazionale, dedicato proprio al virtuoso genovese, a godere della «rara opportunità di suonare per un anno questo straordinario violino». Un privilegio pari solo alle responsabilità di confrontarsi con uno strumento che conferma - una volta di più - il mito della liuteria italiana tra '600 e '700. «È la prima volta dal 1984 che un violino appare in una nostra asta, per di più si tratta del più importante strumento appartenuto a Paganini», ha commentato Tim Ingles, esperto di Sotheby’s, responsabile del dipartimento di strumenti musicali della casa d'aste.
Dopo l'apprendistato da Niccolò Amati, Stradivari - considerato all'unanimità il più grande liutaio della storia - nel 1680 si era messo in proprio, aprendo una bottega, in piazza S. Domenico a Cremona. Qui, aiutato dai figli Francesco ed Omobono e appunto dall'allievo Bergonzi (1686-1747), aveva costruito la maggioranza dei suoi 1.100 strumenti, di cui ne «sopravvivono» 650. Ritenuto il «violino perfetto», uno Stradivari non ha quotazione di mercato.
Due anni fa, la casa d'aste Christie ne aveva battuto uno, il «Lady Tennant», per oltre due milioni di dollari. Una volta cessata l'attività, gli era subentrato Bergonzi, giudicato - al pari di Giuseppe Guarneri del Gesù - tra i massimi liutai dell'epoca, e noto anche per i suoi straordinari archi bassi (violoncelli e contrabbassi). Il modello battuto da Sotheby's è stato costruito attorno al 1820, ma non è chiaro quando sia stato acquistato da Paganini. Di sicuro faceva parte di una ristretta cerchia di violini (20 in tutto, di cui 10 Stradivari) ereditati, dopo la morte del padre (1840), dal figlio Achille. Venduto qualche anno più tardi a Charles Louis, il violino è stato riconosciuto come «un Bergonzi» solo nel 1870 dal mercante francese Jean-Baptiste Vuillaume. Passato tra le mani prima di un accademico del Conservatorio di Parigi (Augustin Lefort), quindi di un gallerista newyorkese (Emil Herrmann), il prezioso cimelio è stato suonato per oltre 20 anni da John Corrigliano, primo violino della New York Philharmonic Orchestra, quindi acquistato da un armatore i cui eredi hanno infine deciso di venderlo all'asta. Un'intricata genealogia che martedì scorso ha rinnovato la sua nobile discendenza.