Pagelle (e ricorsi) per 15mila comunali

Dirigenti, insegnanti, vigili e impiegati valutati per efficienza,
gentilezza e obiettivi raggiunti. Sindacati pronti a opporsi: «Non si
possono legare gli aumenti al giudizio di un superiore»

Riceveranno una pagella, proprio come a scuola. Con tanto di voto e premio finale. A essere giudicati, per la prima volta a Milano, sono tutti i 15.800 dipendenti del Comune. Non solo i dirigenti ma anche operai, insegnanti, vigili, commessi e altri impiegati di Palazzo Marino. Sotto la lente di ingrandimento dei diretti superiori ci sono efficienza, rapporto con i cittadini, raggiungimento degli obiettivi, orientamento, capacità di collaborare con i colleghi. Che sono giudicati con voti compresi fra 6 e 24. «Comportarsi bene servirà ad accedere alle promozioni - spiega Roberto Miglio, rappresentante sindacale Rsu -. Chi non raggiungerà almeno 19 non potrà entrare in graduatoria per ottenere gli incentivi, che saranno dell'ordine di 40-50 euro lordi al mese». Le pagelle si riferiscono al 2008, «ma - precisa Luigi Draisci, direttore centrale del personale - non hanno alcun collegamento con l'avanzamento in carriera. Non è vero che chi non raggiunge 19 si pregiudica la possibilità di entrare in graduatoria. La progressione orizzontale dipende soprattutto dagli anni di anzianità, che devono essere almeno due. E comunque stiamo ancora delineando i dettagli dell'accordo con i sindacati». È la prima volta che un'amministrazione comunale giudica tutti i suoi dipendenti. Se si esclude Torino, con cui Palazzo Marino ha studiato le sue pagelle. Il meccanismo è semplice: ogni lavoratore è chiamato, attraverso una apposita scheda di valutazione (che cambia in base alle diverse competenze e ai profili professionali), a giudicare il suo diretto sottoposto. Entro una settimana tutti i voti arriveranno all'ufficio del personale, che poi si occuperà di elargire gli eventuali incentivi. «Quando abbiamo accettato questa novità abbiamo ricevuto una promessa - prosegue Miglio -. Il Comune ci aveva garantito che a metà dell'anno i dipendenti sarebbero stati convocati dai loro superiori per sapere come si stavano comportando. In modo da non incappare in un giudizio negativo inaspettato. Questo non è stato fatto. Quindi abbiamo deciso di appoggiare quanti faranno ricorso perché giudicano troppo basso il loro voto. E poi temiamo che in questo modo i giudizi siano condizionati da rapporti personali e situazioni di simpatia o antipatia». Da parte sua, Palazzo Marino respinge l'accusa. «Il rapporto fra dipendenti e superiori è quotidiano - afferma Draisci -. Giorno per giorno è possibile incontrarsi e discutere dell'efficienza e della capacità di ognuno, rilevare ciò che va bene e ciò che va male. Sarebbe stato incoerente fissare una data precisa. Anche perché l'idea di queste pagelle non ha valore punitivo, ma nasce dall'esigenza di individuare gli ambiti di forza e di debolezza dell'amministrazione, in modo da intervenire dove ce ne fosse bisogno. Anche attraverso corsi di aggiornamento. E comunque un incontro c'è stato proprio il giorno in cui i dipendenti hanno ricevuto le schede di valutazione».