Pagelle europee al metrò Roma non passa l’esame

Gli esperti di Altroconsumo: «Vie di fuga e impianti antincendio inadeguati»

Nino Materi

La stazione metropolitana «Termini» di Roma è «la peggiore d’Italia». A sancirlo è un’inchiesta di Altroconsumo patrocinata dalla Commissione europea. Una ricerca che, a distanza di 5 anni, rappresenta ancora oggi lo screening più completo sulla sicurezza del sistema di trasporto pubblico sotterraneo. Un’indagine che ha riguardato anche le linee underground di Milano e Napoli, oltre a quelle di altre importanti città europee. Per quanto riguarda il nostro Paese i risultati sono sconfortanti: a Milano promozione stentatissima per la stazione «Cadorna» e bocciatura per la fermata «Centrale»; giudizio negativo anche per la «Centrale» di Napoli.
Ma il peggio si raggiunge con la «Termini». Come dire che in questa stazione (la più vicina a «Piazza Vittorio», teatro ieri della tragedia), in caso di incidente, si rischia di fare la fine dei topi. Circostanza che si deduce chiaramente leggendo la «scheda tecnica» scritta dagli esperti: «Soffitti bassi e tunnel stretti richiederebbero un sistema di ventilazione forzata, il sistema di rilevamento incendi è sottodimensionato. Le uscite sono pericolose e fuorilegge: si può evacuare solo attraverso lunghe scale mobili. Difficile raggiungere la superficie: la stazione è molto profonda, le vie di fuga sono distanti e malposizionate, l’orientamento è carente e irrazionale. Le colonnine di Sos si trovano solo nella hall della stazione e in punti poco visibili. A rendere Termini la peggiore stazione italiana contribuiscono i corridoi labirintici, le barriere alle uscite, la presenza di molto materiale infiammabile».
Il dossier di Altroconsumo offre anche una ricca documentazione fotografica. Sotto l’immagine «E» si legge: «Lo spazio è esageratamente vasto, le indicazioni sono dispersive e le due vie di fuga sono troppo lontane. L’aspetto rassicurante (grandi aperture) non riduce i rischi. Commento: ingannevole». Segue la foto «F»: «Un esempio di banchina della metropolitana ad angolo morto: il percorso è a senso unico, senza vie d’uscita. Commento: nefasto». Dal 2001 ad oggi qualche intervento migliorativo è stato eseguito, ma non certo nella misura auspicata dalle associazioni dei consumatori che hanno eseguito l’inchiesta.
Ma anche all’estero c’è poco da stare allegri. La ricerca evidenzia infatti «clamorose carenze» anche nelle capitali di Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Spagna e Svezia.
«Un esame che aveva sancito la bocciatura dei percorsi sotterranei e di superficie di treni e trasporti urbani nelle tre città campione scelte nel nostro Paese - spiegano i tecnici che hanno eseguito le verifiche nel metrò milanese, romano e napoletano -. Purtroppo il nostro allarme è rimasto inascoltato. L’alto numero di viaggiatori coinvolti e feriti nell’incidente di ieri a Roma sarebbe potuto essere più limitato se ci fosse più attenzione alla sicurezza degli utenti del trasporto pubblico e alle vie di fuga attraverso gallerie, scale, passaggi e nei “nodi intermodali” dove si incontrano treni, metropolitane e autobus».
In sintesi, dall’inchiesta emerge che metropolitane e tunnel non sono affatto sicuri non solo nel nostro Paese, ma in generale in tutta Europa, soprattutto sotto l’aspetto delle misure di evacuazione in caso di pericolo; sui 28 luoghi visitati dagli 007 delle associazioni dei consumatori, infatti, solo la stazione «Oriente» della metropolitana di Lisbona risponde agli standard di protezione, guadagnandosi così il simbolo equivalente a «buono». Per il resto pagelle pesantemente al di sotto della sufficienza in molte delle prestigiose capitali del Vecchio Continente: giudizio «pessimo» per la stazione di «King’s Cross» a Londra; «Chatelet Les Halles» a Parigi; votazione «mediocre» per le stazioni «Central» e «Midi» a Bruxelles; «Gare du Nord» a Parigi; «Hauptbahnhof» a Francoforte; «Sants» a Barcellona; «Av de Americà» e «Atocha Renfe» a Madrid; «T-Centralen» a Stoccolma; «Waterloo» a Londra. Giudizio «medio», invece, per le stazioni di «Westbahnhof» a Vienna, «Perrache» a Lione, «Alexanderplatz» a Berlino, «Central» ad Amsterdam, «Central» a Rotterdam e «Cais do Sodré» a Lisbona.
Può bastare per rendere tranquillo un viaggio in metropolitana?