Le pagelle della Francia

Coupet: il più convincente della difesa francese. Devia sul palo la punizione di Grosso. Resta di sale sul raddoppio azzurro. Ha i riflessi che i suoi compagni devono aver lasciato nello spogliatoio. 6

Clerc: in mezzo a tanti colorati è davvero una mosca bianca anche nel modo di giocare. Quando avanza diventa una zanzara fastidiosa. Propone sempre gioco profondo e talvolta pericoloso al cross. 6

Abidal: testa a pera e idee confuse ed infatti commette il fallo più scemo del mondo: Toni davanti al portiere poteva solo segnare. Lui ha creato un problema in più alla Francia. Senza dimenticare un paio di svarioni storici. 4

Gallas: quando vede Toni assume contorni statuari. Nemmeno quell’altro lo incenerisse con lo sguardo. Gode dell’eccessivo buonismo del nostro centravanti. Spiega perchè la difesa francese ha la tremarella. 4,5

Evra: monsieur randellò presenta subito la carta d’identità. Vede Cassano e cerca di segargli una gamba. Non bada a mezze misure. Impetuoso e deciso, dimostra però di essere il più credibile della sua difesa. 5

Govou: fantasmino a tutto campo. Punzecchia, ma non fa paura. Si infila nelle linee difensive avversarie, ma sembra vada a sbattere contro muraglie. Non ha né arte né parte e giustamente viene sostituito. 5

Toulan: regge botta, botte e confronto con i centrocampisti avversari. E’ il più produttivo anche nell’avviare l’azione. Probabilmente gli manca accanto un uomo di carisma che possa far risaltare il suo gioco. 6

Makelele: una volta era una muraglia, ora comincia a diventare un muretto. Il centrocampo francese non può far a meno di lui, mancando altri solidi incontristi. Soffre e rimedia figuracce quando Pirlo cambia passo. 6

Benzema: ha seta nei piedi e nei muscoli. Difficile stargli dietro nello scatto, guizza e guata, si sfila dall’avversario e rende credibile la sua fama di cannoniere. Non sempre il tiro è degno di un re. Per ora è un principe. 6,5

Henry: lo immagini pensionato ed invece ritrova fuoco e ardore. Appena vede la luce della porta, spara la cannonata. Gli resta l’istinto del killer, mette brividi ai nostri robot d’area. Ma poi mette il piede sulla palla sbagliata. 6,5

Ribery: oscar dell’autolesionismo: commette fallo su Zambrotta e si rovina la partita e la caviglia. Poteva essere l’uomo più ispirato di Domenech, ha finito con fare un favore a Donadoni. Peccato, perchè fino a quel momento aveva fatto intendere che talento e classe francesi stavano nei suoi piedi. S.V.

All. Domenech: squadra bollita, un po’ come lui. Difesa e centrocampo sono grami. Gli attaccanti di qualità. Ma una squadra che tira così poco in porta (vedi anche contro la Romania) ha difetti costituzionali. Entra nella schiera dei grandi perdenti del calcio: quando serviva non ci ha preso mai. Con l’Italia sono sempre stati dolori. 5