«Paghiamo per gli altri»

Non sono molti i proprietari di phone center di origine cinese: Zhou Xiaoxing ne possiede uno in zona Maciachini, un negozietto di 18 metri dove sarà difficile creare un bagno e cabine regolamentari: «So che le modifiche servono per gli utenti disabili, ma da noi non vengono: chi è in sedia a rotelle preferisce comprare le tessere e chiamare comodamente da casa», dice. E aggiunge: «Spero che si possa stabilire un dialogo con le istituzioni: anche noi siamo commercianti come gli altri e non vogliamo pagare per le irregolarità di chi ha usato questi negozi come copertura di altri traffici».