DA PAGINA 45

(...) E cominceremo, anche se non da quest’anno, a vedere effetti positivi dal punto di vista occupazionale perché Expo avrà una ricaduta di nuovi posti di lavoro, a partire dal 2010, di 70 mila persone».
Corruzione «Ho già preso contatto con i generali a capo della Finanza e dell’Antimafia per avere con loro, tramite la Prefettura, un rapporto molto stretto su tutto ciò che riguarda la società Expo ma anche su temi che precedono le gare di appalto, anche addirittura nella selezione delle persone perché già da lì dobbiamo essere certi di avere persone con una integrità totale. Poi, ovviamente, saranno gare pubbliche, trasparenti, secondo le regole. Cercheremo di attuare anche noi il sistema che sta mettendo in atto Londra per le Olimpiadi e che è molto interessante perché dà la possibilità di accedere alle gare ad un numero molto ampio di imprese, anche piccole o medio-piccole non solo a pochi grandi gruppi».
Sviluppo «Con questo bilancio abbiamo voluto sostenere lo sviluppo, puntando soprattutto su tre ambiti strategici: le politiche sociali, dove abbiamo investito 22 milioni di euro in più; la cultura, perché in un momento di crisi la cultura è un investimento, tanto è vero che Milano, mentre altre città riducono i flussi turistici e le visite ai musei, è in controtendenza e ha incremento del 10% il turismo, in modo particolare quello culturale; il trasporto pubblico locale».
Sicurezza «Sulla sicurezza ho concordato con il prefetto un tavolo per esaminare i dati in maniera compiuta, alla luce dei risultati che cominciamo ad avere anche per quanto riguarda le ordinanze. Sul consumo di droga purtroppo scontiamo leggi sbagliate e, fino a quando non verranno modificate, questo tema continuerà ad essere devastante. Ho fatto appelli al presidente del Consiglio, al ministro dell’Interno, a tutti. Maroni si è dichiarato d’accordo per modifiche legislative in modo che questo consumo venga arginato. È logico che ci vogliono misure normative affiancate da politiche sociali di prevenzione, di sostegno al recupero e al reinserimento».
Scala «La Scala è sempre più ambasciatrice dell’Italia nel mondo. Con due dimensioni che rafforzerà: una Scala per tutti e una Scala sempre più internazionale. Dopo la guerra Milano è ripartita ricostruendo la Scala. È il simbolo di una città che, grazie alla capacità di investire su se stessa, ha ricominciato a vivere. Oggi non dobbiamo ricominciare a vivere ma continuare a vivere nel miglior modo possibile. Siamo fiduciosi di potercela fare».